Ribellione

“Calma piatta” al Consorzio di bonifica: si protesta in silenzio

Protesta Consorzio Bonifica Catania 30 settembre 2015
30 set 2015 - 11:45

CATANIA – “Parole Parole” cantava Mina, ma adesso si attendono i fatti. I cambiamenti previsti non sono arrivati e i dipendenti del consorzio di bonifica di Catania sono tornati a protestare pacificamente.

Questa mattina le porte degli uffici di via Centuripe 9 sono rimasti chiusi. Gli assunti a tempo indeterminato aspettano ancora tante mensilità di stipendio, alcuni da maggio. Mentre i precari, o si potrebbero definire “ex” precari ormai, non hanno visto alcun risvolto positivo rispetto a quanto era stato detto.

Lo scorso 12 agosto, infatti, sono stati stanziati 5 milioni di euro per reintegrare i dipendenti a tempo determinato, ma le cose, in realtà, non sono cambiate di una virgola. Un’illusione per tutti i dipendenti, che rimangono amareggiati e, soprattutto, sottolineano la mancanza di prospettive future per il consorzio. Così come evidenziato da Ernesto Abate, ex dipendente e rappresentante Fai Cisl: “Il problema non è il ritardo dei pagamenti, ma è più grave. Con le parole non andiamo da nessuna parte e non c’è futuro per il consorzio”.

E se l’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei si domandava come fosse possibile che, nonostante i tagli sul personale, i consorzi abbiano speso di più, ecco la risposta: “Se gran parte del personale è precario, – spiega Abate – non possono essere garantiti i servizi in modo adeguato. In questo modo, gli utenti vengono a lamentarsi e a richiedere il risarcimento per i danni avuti”.

Venerdì 2 ottobre, il personale del consorzio si incontrerà per discutere un percorso di protesta comune. Il primo passo richiesto è un incontro con Baccei, affinché possa rendersi conto della situazione. Il problema, infatti, non riguarda solo Catania, ma anche il resto della Sicilia.

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Andrea Lo Giudice



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