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“Calcio torni ad essere sano. Oggi pugno allo stomaco per la città”, le reazioni all’arresto del presidente Pulvirenti

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23 giu 2015 - 10:44

CATANIA - Tutta la città non parla d’altro. L’arresto del presidente Nino Pulvirenti, in una mattinata d’inizio estate dove si parlava solo di Pasquale Marino e del futuro della società, ha sconquassato la tranquillità etnea.

La politica è intervenuta per chiedere chiarezza e verità sulla vicenda. Il deputato nazionale del Pd Giuseppe Berretta ha affermato che “l’inchiesta sul calcioscommesse coordinata dalla Dda di Catania, che ha portato all’arresto dei dirigenti del Catania Calcio, è un pugno allo stomaco: per una città che ha sperato fino alla fine nella ripartenza della propria squadra, per i tifosi che ancora credono nel calcio vero, sano”.

“Sono sicuro che l’inchiesta dei magistrati catanesi – prosegue Berretta – farà piena luce sul coinvolgimento di Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri, per il bene della società, dei tifosi, dei dipendenti e della nostra città. Certo, se dovessero essere accertate le responsabilità pesanti di cui si parla, Catania tutta subirà un grave danno. Seguiremo la vicenda da vicino, con un’attenzione particolare ai tanti lavoratori della squadra rossazzurra”.

Il capogruppo all’Ars di Forza Italia Marco Falcone spiega che “anche nel calcio occorre rivedere i comportamenti e ciò che successo a Catania getta ombre sul futuro e anche la politica deve agevolare un percorso di legalità e di crescita”.

“Il calcio deve essere esempio - ha proseguito Falcone – e punto di riferimento per tutti i tifosi. E’ uno sport che deve esaltare i principi di correttezza e trasparenza”.

Il presidente della commissione antimafia regionale Nello Musumeci preferisce non commentare a caldo la vicenda in attesa che i contorni vengano meglio delineati.

“Posso soltanto dire al momento – spiega l’onorevole Musumeci – che sono fatti che lasciano sbigottiti”.

L’onorevole Angela Foti del Movimento Cinque Stelle afferma che i fatti di stamattina “restituiscono una foto di uno sport che anziché promuovere i valori della legalità e delle regole ha dei coni d’ombra dove si inserisce la malavita”.

“Si tratta di un duro colpo – prosegue Angela Foti - per la città e la tifoseria. Queste notizie mettono un bollino nero a un intero movimento. Purtroppo fenomeni simili sono già accaduti in diverse parti d’Italia”.

Luigi Pulvirenti, giornalista e autore del libro “Quando saremo tutti nella Nord”, afferma amareggiato che si tratta di un “momento molto triste e adesso la giustizia dovrà fare il suo corso”.

“Se verranno accertate le responsabilità chi ha commesso fatti che infangano il calcio – aggiunge Pulvirenti – dovrà pagare. Catania, nella sua storia, è stata vittima di torti e di ingiustizie e si è sempre rialzata. Adesso la città è stata piegata da comportamenti che se appurati sono inqualificabili. occorre ripartire da qui, da zero, con la passione di un’intera tifoseria”. 

Non più dolce  Laura Coccia, parlamentare Pd ed ex-atleta: “un altro episodio di calcio scommesse – tuona – Il calcio è nel caos, è il momento di nuove regole soprattutto per arginare il fenomeno calcio scommesse e la compravendita delle partite”. 

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Andrea Sessa



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