Indignazione

Calci e pugni all’insegnante, gli aggressori: “Quel che è fatto è fatto, non ci interessa”

Carducci
28 apr 2016 - 11:02

CATANIA - La matematica, si sa, è sempre stata materia difficile da digerire ma pensare addirittura di “far fuori” il professore…

Ironia a parte, quello che è accaduto pochi giorni fa alla scuola media “Giosué Carducci” ha veramente dell’assurdo e, questa volta, la matematica non c’entra nulla.

Un richiamo verbale, un rimprovero per cercare di ristabilire l’ordine in una classe “effervescente”, tutto qui.

È bastato questo per scatenare l’ira dei familiari della ragazza che, dopo quel richiamo, deve essersi sentita tanto offesa e tanto umiliata da dover chiedere aiuto.

“Ma mi faccia il piacere”, avrebbe commentato il buon Totò.

Concedetemi, ancora una volta, l’ironia perché altrimenti ci sarebbe solo da piangere.

La scuola si costituirà parte civile al processo mentre la madre della ragazza, raggiunta dai microfoni de “La vita in diretta” ha commentato:

“Quello che ha fatto il professore per me è stato un po’ esagerato…comunque a noi non interessa…lo spiegheremo in un secondo tempo…basta, quello che è stato fatto è stato fatto…non mi faccia dire altre parole”.

E cos’altro ci sarebbe da dire?

Ci si fa “giustizia” (o “ingiustizia”) da soli, anche a suon di calci e pugni ma “a loro non interessa”.

I tempi in cui al rimprovero di un insegnate si aggiungeva un bel ceffone ben assestato da parte di un genitore, sono finiti e non possiamo che prenderne atto con estremo rammarico. 

Forse, bisognerebbe cominciare a farsi delle domande. Ripartire da zero e chiedersi: “Che valori sto trasmettendo a mio figlio?”

Marco Bua



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