Tragedia

Calatabiano, fiaccolata per Amalia e su Facebook le scuse della sorella dell’assassino

Carabinieri volante
6 ott 2015 - 17:44

CALATABIANO - Il piccolo centro fa ancora fatica a realizzare che cosa sia successo. Una comunità scossa da un evento quanto mai violento, brutale, drammatico.

I funerali della 75enne Amalia Ruccella, la donna sgozzata in casa sabato scorso da Paolo Sergio Cartelli, 35 anni, reo confesso, saranno celebrati venerdì nella chiesa S. Maria Annunziata alle 16,00.

Per il giorno dell’ultimo saluto, il sindaco della città, Giuseppe Intelisano, ha indetto il lutto cittadino.

A partire da stasera, invece, la comunità di Calatabiano si ritroverà in piazza Armando Diaz per una fiaccolata e un momento di preghiera in suffragio dell’anima della vittima.

Nel silenzio di una città prostrata da un evento di simile portata, fanno rumore le parole della sorella dell’assassino scritte in un post sul proprio profilo Facebook:  

“La vita può cambiare da un giorno all’altro… la stabilità, gli equilibri della quotidianità di punto in bianco svaniscono!! La mia povera mamma… le sue parole al tel… io nn capisco… ma poi collego… e li il gelo!! Mi crolla Tutto… Ci crolla tutto!! Il dispiacere nell’avere saputo dell’accaduto la sera prima, seguire un’etica morale che ti induce a fare una scelta per quanto dolorosa, ma giusta. Il sangue che ti si gela dopo! E poi la mia povera mamma che oltre alla sua disperazione si dà delle colpe come Madre, dicendomi: ‘Ho fallito come genitore! Ho sbagliato tutto!!’ Sergio che purtroppo non si rende conto, e non lo dico per giustificarlo, perchè questi atti atroci non ammettono giustificazioni!! Potrei dilungarmi nello specificare il tutto… – continua il post – ma se scrivo queste righe non è per questo. Il mio intento è in primis (anche se so che non serve a nulla) chiedere scusa alla povera Amalia e a tutti i suoi parenti. Non sono parole di comodo, scusa, esce dal cuore!! Non è giusto… lo so!! Noi stiamo vivendo un doppio dolore… quello di compaesani dispiaciuti per l’accaduto ma anche quello di Sorella e di Mamma di Sergio. Sentirci in colpa per lui, ma allo stesso tempo con la lucidità cercare di capire il perchè di questo suo gesto; pensare anche che non sia tutta farina del suo sacco!! Noi non ci crediamo! Non ci credo!! Mamma tu non hai fallito, tu sei una grande donna; tu non hai colpa! Hai cresciuto me e Sergio allo stesso modo, stessa educazione; stessi valori! La base ai figli gliela si dà… ma poi ognuno prende la propria strada, le proprie scelte e da li arrivano le conseguenze! Io ringrazio tutti coloro che con un messaggio ci hanno dimostrato solidarietà, ma soprattutto l’intelligenza di non giudicare e al contrario fare silenzio, o chi inizialmente e giustamente ha parlato, ha cessato di farlo! Certo qualcuno che a parlare male e a vanvera c’è… e ci sarà, ma per quanto mi riguarda non mi turba minimamente”.

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Marco Bua



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