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“Calamità naturali”, dalle alluvioni ai terremoti: ecco come richiedere il risarcimento dei danni

Assicurazione calamità naturali
29 nov 2016 - 05:55

PALERMO – Dalle alluvioni ai terremoti, ogni anno sono molti gli episodi di “calamità naturale” a cui il nostro paese va incontro. Nello specifico, la Sicilia resta una delle regioni più colpite dal maltempo ogni qualvolta si verifica un nubifragio.

Non è un caso se, fino ai giorni scorsi, comuni come Noto, Licata, Sciacca e Giardini Naxos, sono stati colpiti da ingenti danni causati dalla pioggia.

Tante le segnalazioni giunte alla nostra redazione, la domanda resta sempre la stessa: chi paga i danni?

Non è la prima volta che il nostro quotidiano si occupa di rispondere a domande del genere: già lo scorso novembre 2014, quando Catania venne colpita da una violenta tromba d’aria, l’avvocato Elena Cassella del Foro della città etnea, spiegò bene la questione.

Noi, oggi, per rispondere e chiarire nel dettaglio i vostri dubbi abbiamo deciso di fare un excursus per spiegarvi, passo dopo passo, come richiedere il risarcimento danni dei vostri immobili e, soprattutto, a chi chiedere “aiuto”.

Tutto parte da un fondo nazionale a livello locale. Se, per una qualsiasi disgrazia, la vostra casa o la vostra attività commerciale viene colpita da danni causati da una “calamità naturale” e volete chiedere il rimborso, bisognerà inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno all’Ufficio Tecnico del Municipio della vostra località di residenza.

Ma partiamo dal principio: innanzitutto munitevi di macchina fotografica o smartphone che possa scattare una serie di foto all’immobile “sventurato” così da dimostrare effettivamente i danni subiti. È importante che nelle vostre foto siano segnate, in ogni singolo scatto, la data e l’ora. Successivamente stampate le foto e scrivete la famosa raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo dell’Ufficio Tecnico della vostra località di residenza, come già annunciatovi poco prima.

Nella vostra richiesta bisognerà compilare due sezioni: una dedicata all’oggetto in cui andrete a scrivere “richiesta di risarcimento per danni causati da calamità naturale” e una inerente al “corpo della lettera”, in cui dovrete inserire la vostra presentazione con tanto di generalità e dati riguardanti l’immobile di cui richiedete il risarcimento. In allegato, ovviamente, non dimenticate di inserire le vostre foto.

Inoltre, se prima di inoltrare la richiesta avete provveduto all’effettuazione di lavori preventivi ed urgenti, allegate anche le fatture per dimostrare le spese.

Infine, inviate la vostra raccomandata e aspettate la ricevuta di ritorno. Da qui partirà l’iter burocratico per il disbrigo della vostra pratica di risarcimento.

Una squadra di tecnici specializzati verrà successivamente inviata nel vostro immobile in questione per stimare gli effettivi danni e stabilire, così, la percentuale del rimborso che vi spetterà.

I tempi stimati sono di circa un anno.

Da diversi anni, ormai, si discute nel nostro Paese di introdurre in modo obbligatorio, una polizza anti-calamità naturali. L’idea partì nel 2012, anno del governo Monti, in cui nella bozza del decreto legislativo 59 (riforma della Protezione Civile) convertito poi dalla legge 100 del 12 luglio 2012, si prevedeva l’obbligo delle assicurazioni per gli edifici privati.

Peccato che nulla di questa previsione sia rimasto nella norma definitiva. Ma non è finita qui: anche sul fronte delle assicurazioni volontarie ci furono degli intoppi. Sostanzialmente, nello stesso testo erano stati previsti alcuni criteri direttivi che dovevano far parte di un regolamento sulle coperture assicurative volontarie ma, purtroppo, il decreto attuativo che avrebbe dovuto contenere il regolamento, non è più stato scritto (almeno questo è quanto dichiarato da “Il Fatto Quotidiano”).

Scopo principale di quel provvedimento era escludere o almeno ridimensionare l’intervento statale e introdurre, invece, attraverso regimi agevoltati, l’imposta sul premio di assicurazione.

La questione venne accantonata fino al 2014 quando, nel mese di novembre, delle forti alluvioni misero sottosopra gran parte dell’Italia del Nord, principalmente la Liguria. Fu proprio in quel caso che l’allora sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio, annunciò che si stava nuovamente valutando la possibilità di introdurre l’assicurazione obbligatoria. In cantiere c’era anche l’ipotesi di scaricare il costo della polizza assicurativa dalla dichiarazione dei redditi.

Ad oggi, nulla di tutto ciò è stato portato a compimento. Sono pochi i cittadini che, per loro volontà, decidono di assicurare il proprio immobile. Chi, invece, subito un danno fa richiesta al proprio Comune, verrà pagato in base ai fondi stanziati dal Governo. L’ammontare di questi fondi viene indicato in Legge di Stabilità.

Nello specifico, “per il 2016 e il 2017 sono stati stanziati 47,8 milioni di euro”.

Se state pensando, allora, di assicurare la vostra abitazione o la vostra attività commerciale, vi diciamo sin da subito che il rimborso dei danni di una compagnia assicurativa avviene in base al territorio cui appartenete e se soprattutto, è a rischio.

In parole povere, l’assicurazione prevede un rimborso per ricostruzione, sistemazione a nuovo o acquisto di un nuovo immobile in base ai danni subiti e alle clausole contrattuali stabilite al momento della sottoscrizione della polizza.

Le tariffe sono in base al metro quadro dell’immobile e all’anno in cui è stato edificato e, soprattutto, se è a norma con i criteri antisismici: si va dai 2,50 euro per i territori italiani a basso rischio ai 4 euro per gli immobili situati in zone con un alto rischio di “calamità naturale”.

Il costo, dunque, di un’assicurazione varia da 250 euro a 400 euro l’anno.

Rossana Nicolosi



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