Attentato

Caccia al terrorista, 100 mila euro di taglia. Il fratello: “Deve scontare la pena che gli spetta”

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22 dic 2016 - 10:44

PALERMO - Il terrorista di Berlino è stato identificato e sulla sua testa pende già una taglia di 100 mila euro, con mandato di cattura in tutta Europa.

L’uomo, che lunedì sera è salito a bordo di un tir e si è schiantato contro il più famoso mercatino di Natale di Berlino uccidendo 12 persone e ferendone gravemente 48, è il tunisino Anis Amri, 24 anni. Parliamo di un giovane già conosciuto sia in Italia sia in Germania per i suoi precedenti. I suoi documenti di riconoscimento sarebbero stati trovati addirittura sotto il sedile del tir.

Amri è arrivato a Lampedusa nel 2011, quando ancora era minorenne, dopo lo scoppio della primavera araba.

L’uomo non ha perso tempo e si è subito reso protagonista di gesti di estrema inciviltà, partecipando all’incendio del centro di accoglienza di Contrada Imbriacola. 

Dopo il processo, Amri è stato condannato a quattro anni di detenzione e, una volta scontati, all’espulsione. Portato prima al carcere Bicocca di Catania è stato poi trasferito all’Ucciardone di Palermo, insieme a molti altri dei responsabili.

Dopo la reclusione Amri è riuscito a lasciare l’Italia, ma non per tornare in Tunisia, bensì per trasferirsi in Germania, dove ha cambiato identità per ben tre volte.

Ciliegina sulla torta, il tunisino è stato fermato la scorsa estate perché sospettato di preparare un attentato e tenuto sotto stretto controllo per mesi. Il giovane probabilmente, si aspettano ancora notizie, compare nella lista degli estremisti islamici dei servizi tunisini.

Nel frattempo anche il fratello dell’attentatore si esprime contro di lui. Abdelkader non riesce a credere che Anis possa aver compiuto un gesto tanto scellerato e, se così è stato, gli augura la condanna che gli spetta. Anche la sorella Najoua stenta a crederci e prende le distanze dal gesto del fratello e di tutti i terroristi. La famiglia, a quanto pare, nonostante i precedenti, non sospettava nulla.

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Redazione NewSicilia



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