Protesta

Bufera Almaviva, i sindacati: “Cercheremo di salvare il salvabile ma è dura”

Antonio D'Amico Fitsel-Cisl
22 mar 2016 - 12:16

PALERMO – “Massima solidarietà per i lavoratori Almaviva di Palermo. Sono dei momenti davvero bui e spero vivamente che si arrivi ad una conclusione serena ma sarà davvero molto difficile evitare i licenziamenti”

A parlare è Antonio D’Amico, segretario generale Fitsel-Cisl Catania, commentando l’avvio delle procedure di licenziamento per 1670 addetti solo nel capoluogo siciliano formalizzate nella giornata di ieri.

“Ci stringiamo – continua D’Amico – unitariamente con tutte le altre sigle sindacali supportando con tutte le nostre forze questa protesta. È diventata ormai una “macelleria sociale”, bisogna cercare di salvare il salvabile”.

“È vero, comunque, che – sottolinea –  l’azienda è ormai in crisi da anni. Ormai da tre anni Almaviva utilizzava contratti di solidarietà con grande sofferenza per tutti, dai dipendenti ai dirigenti stessi. Ci aspettavamo che potesse succedere una cosa del genere, ma non di queste dimensioni”.

“Il problema – afferma – è che ormai qui in Sicilia non si pensa più al call center come una azienda, bensì come una attività secondaria. Ed è proprio qui lo sbaglio. Questa emergenza non è più limitata ai comuni o alle regioni, deve essere estesa a livello nazionale. Il governo deve cominciare a muoversi non con le parole ma con i fatti”.

Adesso vi sarà una procedura che durerà circa 75 giorni dove si dovrà discutere faccia a faccia sul destino di questi 1670 lavoratori palermitani che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza lavoro e – conclude D’Amico – soprattutto senza certezze”. 

Carlo Marino



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