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Il buco della darsena a Catania. Autorità portuale: “Nessun crollo: calcestruzzo eccezionale”

indaco
Da sinistra: l'ingegnere Viviano, l'ammiraglio Martello e il commissario Indaco
2 dic 2015 - 19:43

CATANIA - Nessun allarme ma soltanto un intervento di controllo a seguito di una piccola crepa. Così dopo l’articolo di NewSicilia.it che parlava di un cedimento alla darsena del porto, avanzando dei dubbi sui materiali utilizzati, l’Autorità portuale di Catania ha convocato nel pomeriggio una conferenza stampa per chiarire la vicenda che ha allarmato l’intera città dopo l’inaugurazione in pompa magna – avvenuta lo scorso 25 luglio alla presenza del ministro Graziano Delrio – e lo scandalo che ha investito la ditta costruttrice, la Tecnis.

Dinanzi ai giornalisti il commissario straordinario dell’Autorità portuale Cosimo Indaco, l’ammiraglio Nunzio Martello e il direttore dei lavori per l’autorità portuale Pietro Viviano hanno voluto smentire “qualsiasi dietrologia” in merito all’accaduto.

Gli impianti della darsena, a partire dall’inaugurazione, sono costantemente in esercizio e, come spiega l’ingegnere Viviano, “questa è una prassi usuale in attesa del collaudo tecnico amministrativo previsto tre mesi dopo la chiusura dello stato finale”.

Quindi pur essendoci stata una grande inaugurazione l’opera non ha ancora terminato gli ultimi collaudi.

Durante le verifiche tecniche è però emersa una zona “con una piccola lesione”, all’altezza della banchina numero 33, che non ha convinto i tecnici.

“Così d’intesa con l’impresa costruttriceha affermato l’ingegner Vivianoabbiamo rimosso un pezzo di pavimentazione in calcestruzzo che posa su un misto cementato e sabbie preesistenti. Il terreno sottostante era scomparso e può esserci stato un sifonamento. Stiamo facendo degli accertamenti e abbiamo circoscritto il danno”.

L’Autorità portuale smentisce qualsiasi crollo della banchina e, per usare le parole dell’ingegnere Viviano, il calcestruzzo è “eccezionale”.

Adesso si sta procedendo agli interventi di ripristino, alla ricollocazione del sottofondo e alla nuova pavimentazione: i lavori dovrebbero durare circa un mese e le banchine 33 e 34 tra qualche giorno potrebbero tornare di nuovo fruibili.

Dai tecnici dell’Autorità portuale, inoltre, è stata esclusa come causa della “crepa” e del sifonamento l’influsso delle correnti del Simeto o dell’Acquicella.

Però i dubbi restano e i senatori de  L’Altra Europa con Tsipras, Francesco Campanella e Fabrizio Bocchino, hanno messo nero su bianco in un’interrogazione rivolta al Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

“Quali materiali sono stati utilizzati per costruire la nuova darsena del porto di Catania, costata oltre 100 milioni di euro? Chi ha verificato il corretto espletamento dei lavori? Per quale motivo l’autorità portuale ha affidato alla stessa ditta che ha espletato i lavori, la Tecnis, anche gli interventi di verifica?”. Sono queste alcune delle domande che i senatori hanno posto al ministro.

“Se, come temiamo – concludono i due senatori - si determinerà in breve termine un quadro di quanto accaduto, ci auguriamo che chi ha incaricato la società Tecnis, non certo nuova alle cronache degli ultimi mesi, prenda atto delle possibili conseguenze e si assuma le sue responsabilità”.

Andrea Sessa



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