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“Buco” all’istituto musicale Bellini: i “conti in tasca” agli arrestati e gli stratagemmi

Dipendenti infedeli Bellini
30 mag 2017 - 13:54

CATANIA - Un complesso e sofisticato sistema di riciclaggio per svuotare le casse dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini.

È quanto architettato dai 23 arrestati nell’ambito dell’operazione “The Band. Un sistema criminale messo in atto dall’ottobre 2007 al febbraio 2016. In 9 anni gli indagati sono riusciti a sottrarre in totale oltre 14 milioni di euro, spesi per l’acquisto personale di immobili, gioielli, capi d’abbigliamento di alta moda e viaggi.

Due gli stratagemmi utilizzati per sviare i controlli e riuscire ad appropriarsi indebitamente di ingenti somme di denaro stanziate dal comune e dalla Città Metropolitana di Catania per finanziare l’Istituto.

La prima modalità prevedeva la falsificazione della documentazione contabile grazie a firme false e mandati di pagamento compilati con causali differenti. Gli artifici riguardavano la sovrastima delle esigenze finanziare dell’Istituto in sede di bilancio: si tratta delle spese obbligatorie che comprendono gli stipendi del personale e gli oneri previdenziali e assistenziali. L’utilizzo della causale generica “contributi” ha favorito la liquidazione di ingenti importi e limitato le probabilità che gli amministratori dell’ente scoprissero l’enorme “buco” creato. 

Primo sistema Frode Bellini

Il secondo “trucco” ha permesso agli indagati di accumulare un profitto complessivo di 4 milioni di euro circa e ha visto la complicità di 20 imprese commerciali compiacenti, destinatarie di pagamenti per prestazioni mai effettuate a favore dell’Istituto Bellini. Anche in questo caso la contabilità presentata era taroccata con falsi mandati di pagamento. Grazie a queste imprese gli indagati avevano aperto conti correnti e carte prepagate nei quali far affluire il fiume di denaro sottratto. Successivamente con l’emissione di assegni e prelievi di contanti, i fondi ritornavano nelle mani degli indagati.

Secondo sistema frode Bellini

L’elenco dettagliato delle imprese coinvolte nel sistema di riciclaggio:

Imprese coinvolte frode Bellini

Questi nel dettaglio i soldi depredati dalle casse del Bellini:

  • Giuseppa Agata Carrubba, 60 anni, € 5.041.000 sottratti;
  • Vita Marina Motta, 57 anni, responsabile della segreteria didattica dell’Istituto fino al maggio 2016, € 2.746.000 sottratti;
  • Lea Marino, 65 anni, responsabile dell’ufficio del Personale del Bellini fino al maggio 2016, € 2.574.000 sottratti;
  •  Paolo Di Costa, 44 anni, dipendente dell’Istituto musicale “Vincenzo Bellini”, € 104.000 sottratti;
  • Roberto Vito Claudio Russo, 63 anni, dipendente dell’Istituto musicale “Vincenzo Bellini”, € 76.000 sottratti;
  • Altro dipendente € 60.000 sottratti;
  • Altro dipendente € 42.000 sottratti.

Le indagini sono ancora in corso. Gli investigatori stanno effettuando ulteriori accertamenti e perquisizioni per andare a fondo alla vicenda.

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Redazione NewSicilia



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