Mafia

“Bravi mi avete trovato”. Brunno era un mafioso doc

questura ct 5-10-14
3 ott 2014 - 13:28

CATANIA - “La prossima volta non mi prenderete con tanta facilità”. Nel ’99, dalle campagne di Carlentini, ha lanciato questa sfida ai militari che lo avevano trovato durante la sua prima latitanza. E Sebastiano Brunno, uno dei cento latitanti più pericolosi, è stato di parola. Dal 2009, infatti, lo cercavano ma solo ieri sono riusciti ad arrestarlo.

BRUNNO Sebastiano cl58

Figura di riferimento del clan Nardo, con documenti falsi conduceva la bella vita a Malta. Tanto che quando lo hanno preso stava andando al ristorante insieme con il suo emissario di fiducia. Per finanziare lui e la sua famiglia lavorava la cosca, chiedendo il pizzo ai commercianti di Lentini e Scordia.

“Bravi mi avete trovato”. Da buon mafioso di rango si è complimentato ieri con i poliziotti delle squadre mobili di Catania e Siracusa che lo hanno beccato all’interno di una palazzina a tre piani nella località di San Pawl Il Bahar, a diciassette km dalla Valletta.

E proprio il suo emissario è stato l’ago della bilancia. I poliziotti hanno, infatti, seguito gli spostamenti di quest’ultimo che l’altro ieri ha preso un aereo per Malta e poi con un taxi si è fatto lasciare nei paraggi del covo di Brunno.

Non un mafioso in pensione ma in piena attività. Brunno continuava a reggere la cosca Nardo dall’isola proprio grazie all’aiuto dei fiancheggiatori con i quali si incontrava personalmente. Questi erano dei veri e propri messaggeri che veicolavano gli ordini e i soldi fra la Sicilia e Malta.

“Neddu a capra”, così era soprannominato Brunno, doveva espiare l’ergastolo per associazione per delinquere di stampo mafioso e per l’omicidio di Nicolò Agnello avvenuto nell’ambito della faida tra le cosche mafiose antagoniste Nardo e Di Salvo.

Ma ancora la partita è tutta da giocare. Ora infatti iniziano le indagini più serrate per ricostruire tutta la filiera che c’era dietro questo latitante.

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Giorgia Mosca



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