Analisi

Bovini affetti da antrace: “Solo tre casi accertati. È tutto sotto controllo”

Allevamento mucche bovini
17 ott 2016 - 18:06

PALERMO – “Sono solo tre i casi accertati di allevamenti bovini affetti da antrace (carbonchio ematico), appartenenti a tre diverse aziende di Maniace, Bronte e Randazzo“.

Sono queste le parole di Santo Caracappa, direttore sanitario dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sicilia, per cercare di far chiarezza sul caso riguardante i bovini affetti da carbonchio ematico, nella zona dei Nebrodi e del Catanese.

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Una risposta che, nel tentativo di fare ordine, cerca anche di placare gli animi delle comunità dei centri etnei, in stato di allerta, dopo che il sindaco di Randazzo, Michele Mangione, ha emesso un’ordinanza per indicare le zone infette dall’antrace e per suggerire ai cittadini quali provvedimenti adottare

I laboratori dell’area di Catania dell’Istituto zooprofilattico – prosegue Caracappa – hanno isolato il batterio e inviato i reperti delle analisi al centro di referenza nazionale di Foggia (Ce.R.N.A.), che ha confermato la diagnosi. Altri esami sono in corso”.

Il carbonchio è difatti una malattia infettiva acuta causata dal batterio Bacillus anthracis, più noto come antrace, un germe che produce spore in grado di sopravvivere anche per anni nell’ambiente. Il batterio colpisce gli animali erbivori, ma può rappresentare un pericolo anche per l’uomo, per via del contatto diretto con l’animale infetto.

Ma il direttore sanitario rassicura i cittadini dichiarando che “gli accertamenti sanitari sono stati tempestivi e il nostro ente è istituzionalmente preposto alle indagini di laboratorio e a confermare le diagnosi cliniche e anatomopatologiche“.

E conclude: “L’Istituto lavora a stretto contatto con le amministrazioni competenti ed è al servizio degli allevatori per eventuali consulenze di carattere tecnico-scientifico, necessarie alla gestione dell’emergenza sanitaria”.

Daniela Torrisi



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