Sanità malata

Bocche cucite, telefoni spenti, silenzio… dopo l’operazione “Bloody Money”

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18 ott 2016 - 17:00

CATANIA - L’argomento del giorno è l’operazione effettuata dalla Guardia di Finanza di Catania “Bloody Money” grazie alla quale sono scattate le manette per imprenditori e medici della città etnea.

Il motivo? Semplice: avrebbero convinto i pazienti che si recavano negli ospedali in cui lavoravano (Cannizzaro, Vittorio Emanuele e Garibaldi) per effettuare la dialisi a scegliere un centro privato perchè “ne muoiono tanti in ospedale”. 

E visto che negli ospedali pubblici di persone che perdono la vita ce ne sono effettivamente tante, la dottoressa Elvia Sicurezza dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania, il dott. Walter Morale e il dottor Giorgio Leone del Garibaldi, avrebbero consigliato ai pazienti o il centro privato “Diaverum Italia S.r.l.” o “Le Ciminiere S.r.l.”. 

Questi due centri avevano alle spalle ben 3 imprenditori: Messina Denaro Francesco, cugino alla lontana del superboss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, procuratore speciale della “Diaverum” e Guardo Salvatore e Papa Carmelo, amministratori uno di fatto e uno di diritto de “Le Ciminiere”. 

A proposito, dunque, di questo sistema di corruzione, illegalità e clientelismo scoperto quest’oggi, abbiamo pensato bene di chiedere il parere a chi, ogni giorno, si occupa della gestione degli ospedali di Catania. 

Il primo numero che componiamo è quello del direttore generale dell’ospedale Cannizzaro di Catania, Angelo Pellicanò che “a causa di uno spiacevole episodio avvenuto pochi giorni fa con un giornalista che ha riportato, da una mia intervista, parole che non erano le mie, voglio evitare di rilasciare dichiarazioni di ogni genere”. 

Tu, tu, tu… il telefono ci viene chiuso in faccia. Nemmeno il tempo di spiegare il come, quando e perchè. Ma non demordiamo, cerchiamo di rintracciare il direttore generale dell’ospedale Garibaldi di Nesima, Giorgio Giulio Santonocito. 

“Segreteria telefonica…”: la vocina della signorina ci informa che nemmeno il dottor Santonocito è disponibile. 

È infine il turno di Salvatore Paolo Cantaro, direttore generale del Vittorio Emanuele. Il telefono squilla, ma nessuno risponde. 

Bocche cucite, telefoni spenti, silenzio. Questo è quello che, a poche ore dall’operazione che ha gettato non poche ombre sulla classe medica, viene fuori. 

A confermare ciò è il dottor Massimo Buscema, presidente dell’Ordine dei Medici di Catania che, stamattina, da noi contattato ha così esordito: “La nostra società si è degradata in ogni ordine e grado, purtroppo”. 

 

Rossana Nicolosi



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