Analisi

Il bluff delle partecipate. Fusioni e dismissioni rinviate. Il mistero Multiservizi

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17 apr 2016 - 07:00

CATANIA - Catanesi di tutta Catania unitevi. Fondetevi in un abbraccio, perché dovete farvi coraggio. E perché sarà l’unica fusione possibile, perlomeno a breve termine.

Signori, coloro che siedono nelle stanze dei bottoni del Comune non ne azzeccano una. Quella della pista ciclabile è l’ultima, ma è robetta in confronto a quel che sta avvenendo.

Vi ricordate dell’annuncio del piano di razionalizzazione delle società partecipate del Comune strombazzato esattamente un anno fa? Buonanotte. Notte fonda. Tutto bloccato. Stallo che più stallo non si può per le svolte necessarie, quelle davvero importanti per casse e programmazione.

Il sindaco Enzo Bianco così aveva garantito, esaltando un piano che, comunque, aveva avuto la sua genesi durante la precedente amministrazione Stancanelli, con la delibera del 19 novembre del 2012: “Catania è stata la tra prime città italiane a centrare l’obiettivo perseguendo criteri di razionalizzazione ed efficienza. I ricavi che otterremo potranno migliorare radicalmente la qualità di servizi come quelli forniti da Multiservizi e Sidra, ma anche da Amt e Sostare, che diventeranno un’unica azienda che gestirà la mobilità di Catania”.

Tutto rinviato a date da destinarsi quel che era stato deliberato dalla Giunta comunale il 3 marzo dello scorso anno. Spulciate così come abbiamo fatto noi lo stato di attuazione. Vi diamo la possibilità di comprendere sia con la scheda riassuntiva sia con alcune dettagliate, che rivelano anche costi di gestione e numero di impiegati.

 stato attuazione

stato attuazione 2

Verrebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. La fusione più attesa, quella fra l’agonizzante Azienda Municipale Trasporti e Sostare è stata sospesa e “si rinvia la determinazione dell’ente successivamente all’emanazione dei decreti legislativi, attuativi della delega conferita al Governo con Legge 7 agosto 2015, n° 124”.

Amt

Amt 2

Un rinviare, uno scarica barile sulla pelle dei cittadini, esasperati per una mobilità medievale, per le lunghe attese alle fermate, mentre l’estensione selvaggia delle strisce blu è vissuta sempre più come un odioso balzello, visto che la diffusione sistematica ed a tappeto di stalli a pagamento non è stata bilanciata da un adeguamento dei servizi di trasporto pubblico, che obsoleti erano e obsoleti sono.

Sostare 1

Sostare 2

Anche i dipendenti sono da tempo sul piede di guerra, frustrati dalla crisi di liquidità dell’azienda, da turnazioni massacranti e dalla consapevolezza di non potere offrire adeguatamente il loro servizio ai cittadini, complice anche una gestione del traffico cittadino pietosa, che rende ancor più complicato il loro lavoro. In alcuni casi è pure pericoloso, visto che i conduttori sono il bersaglio a portata di mano per lo sfogo di rabbia o del degrado che origina atti di vandalismo e bullismo. Tant’è che per giovedì prossimo è stato indetto uno sciopero di quattro ore.

L’altro, attesissimo intervento riguardava l’Asec. Anche la prevista dismissione parziale, del 49%, della partecipazione alla società che gestisce la distribuzione del gas in città “è stata rinviata ad un momento successivo”. Ad un momento successivo. Roba che sa di viaggio in un futuro nebuloso, dove chissà se accadrà questo, chissà se accadrà quello, intanto si sta come si sta. E vabbé.

Poi c’è il caso Multiservizi. È la società che come missione ha “la produzione di servizi di qualità in un’ottica di efficienza-efficacia-economicità e insieme stabilizzazione, promozione e sviluppo dell’occupazione e delle risorse umane” e che nello specifico si occupa di “custodia non armata, manutenzione del verde, manutenzione strade, servizi manutentivi e traslochi”. Lo stato del verde e delle manutenzioni in città – e per città intendiamo così come dovrebbe essere sempre intesa, cioè tutta, con le periferie, senza cittadini di Serie A e di Serie Z – non commentiamo l’ovvio, è sotto gli occhi di tutti, tristemente sotto gli occhi di tutti.

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Non entriamo ulteriormente nel merito, troppo facile. L’amministrazione Stancanelli aveva deciso di dismettere l’intera partecipazione del Comune alla Multiservizi, ma l’amministrazione Bianco ha mantenuto la società e approvato il nuovo contratto di servizio. Con un dettaglio che suscita milioni di interrogativi. La scheda di ricognizione del Comune di Catania sulla Multiservizi, quella che deve essere compilata secondo l’articolo 3 della Legge 244 del 2007, è l’unica che non fornisce il dato esatto dei dipendenti della partecipata, della partecipata al 100%. Figura un generico “circa 506”. Mistero su un dato che per legge dovrebbe essere adamantino, certissimo. Roba da Comune di Catania. Ma che riguarda eccome i cittadini. Amen.

Alessandro Sofia

Redazione NewSicilia



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