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Blitz antimafia a Catania: nel mirino della Finanza i reggenti del clan Mazzei. IL VIDEO

Arresti guardia di Finanza
6 ott 2015 - 07:50

CATANIA - I finanzieri del comando provinciale di Catania, su richiesta della procura della repubblica di Catania, hanno arrestato 7 soggetti per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e rapina aggravata.

L’attività ha consentito di definire i nuovi assetti della famiglia mafiosa dei Mazzei (cosiddetti “Carcagnusi”), individuando i reggenti del clan che ne hanno mantenuto le redini durante il periodo di latitanza del “capo” Sebastiano (detto “Nuccio”) e di altri affiliati.

In manette sono finiti Gioacchino Intravaia, Carmelo Occhione, Sergio Gandolfo, Cristian Marletta, Michele Isaia, Giuseppe Caruso e Nunzio Tenerelli, cugino di Nuccio Mazzei, al quale è stato contestato il reato di rapina aggravata per aver assaltato un treno alla stazione di Acireale, armi in pugno, il 30 Giugno del 2014.

L’attività investigativa è stata avviata immediatamente dopo l’operazione “scarface” per individuare la rete di protezione di Sebastiano Mazzei e verificare i nuovi assetti di potere nell’ambito del gruppo mafioso.

Sono stati dunque delineati i rapporti di gerarchia fra i diversi appartenenti al clan, tutti posti in subordinazione rispetto al capo Nuccio Mazzei, il quale era riuscito a mantenere il controllo delle attività illegali, nonostante la latitanza, per mezzo del cognato Gioacchino Intravaia, già tesoriere della famiglia.

Dalle ricostruzioni sono emerse altre due figure di spicco, ovvero quelle di Carmelo Occhione e Sergio Gandolfo. Il primo è divenuto il responsabile delle attività operative della famiglia (tra le quali estorsioni e rapine), mentre il secondo ha assunto il ruolo di rappresentante della famiglia interfacciandosi con i referenti degli altri gruppi mafiosi del territorio etneo.

Un’ulteriore figura di riferimento individuata è quella di Cristian Marletta il quale, in virtù della diretta discendenza di sangue dal nonno Santi Mazzei, si è arrogato diritti da capo clan, svolgendo direttamente azioni punitive e prendendo parte attiva nella gestione di alcune attività commerciali attribuibili a Nuccio Mazzei.

Sono stati inoltre ricostruiti i nuovi investimenti operati dalla cosca, in particolare quelli nella gestione, per il tramite di prestanomi e di due imprese, della nota discoteca catanese del “69 lune fashion club”.

Il Gip del tribunale di Catania ha disposto il sequestro delle quote della società “Meta Harmony S.r.l.” e della ditta individuale “69 lune”, per il tramite delle quali la famiglia Mazzei gestiva la discoteca.

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Redazione NewSicilia



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