Operazione

Black List: in manette funzionari pubblici di RFI e del Corpo Forestale della Regione Sicilia

volante della polizia
29 ott 2015 - 07:56

PALERMO - La Polizia di Stato di Palermo ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 3 funzionari pubblici che devono rispondere dei reati di concussione e di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Due di essi hanno percepito da un noto imprenditore agrigentino diverse tangenti per evitare “intoppi” allo svolgimento dei lavori relativi ad un appalto di 26 milioni di euro bandito dal Corpo Forestale della Regione Sicilia.

Tra gli arrestati, in relazione ad un altro progetto imprenditoriale, figura il Presidente di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), Dario Lo Bosco, nonché Presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti (AST) ed Ex Commissario Straordinario della Camera di Commercio di Catania che avrebbe, invece, percepito tangenti pari a 58.650,00 euro.

Gli alti Funzionari del Corpo Forestale della Regione Sicilia arrestati sono Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi che avrebbero percepito tangenti, il primo, per una somma pari a 149.500,00 euro, il secondo, per una somma pari a 90.000,00.

Regalie varie per Quattrocchi e tra queste due apparati di climatizzazione e 12 radiatori “spot”, per un valore di circa 5.000,00 euro.

L’altro Funzionario, Marranca, ha, invece, ricevuto assunzioni per la compagna, presso una nota ditta di trasporti ed autoservizi siciliana e, per la figlia, presso una ditta di impiantistica di Roma.

“Gli imprenditori non devono aspettare di essere incastrati ma devono denunciare. Deve cessare il malcostume di pagare per lavorare”. Lo ha detto il Questore di Palermo, Guido Longo, in conferenza stampa, in merito all’operazione della polizia di Stato “Black list”.

Un’indagine ad ampio spettro, dunque, che tra il 3 e il 4 settembre ha subito un’accelerazione quando è stato sequestrato all’imprenditore agrigentino Massimo Campione il libro mastro, con appunti, tabulati, contabilità e subtotali.

Un elenco di documenti, un misto tra un vero e proprio ‘libro mastro’ e una lista della spesa. Un libro mastro con le cifre che l’imprenditore aveva versato, con nomi, date e pagamenti. E che adesso suscita timori e aspettative. Tra gli altri indagati ci sono Pietro Tolomeo (ex dirigente generale della Regione siciliana), lo stesso imprenditore agrigentino Massimo Campione, Maria Grazia Butticé, Giovanni Tesoriere preside della facoltà di Ingegneria alla Kore di Enna, Libero Cannarozzi, ingegnere del corpo forestale della Regione.

Per Tolomeo la procura aveva chiesto il provvedimento di arresto che non è stato invece disposto dal gip. Ai domiciliari Lo Bosco, Quattrocchi e Marranca.

“Da due mesi abbiamo istituito all’interno della Squadra Mobile una specifica squadra anticorruzione con personale selezionato” ha spiegato il dirigente della Squadra Mobile Rodolfo Ruperti, che ha coordinato le indagini e ha affermato: “Le intercettazioni sono state fatte all’interno dell’autovettura dell’imprenditore e lasciavano poco spazio ai dubbi. Massimo Campione, preso dal panico, pensava di accampare scuse anche ridicole e voleva spacciare Lo Bosco e gli altri per muratori, oltre a sottolineare, in dialetto, di sentirsi ‘cunsumatu’ dopo la scoperta del libro mastro. L’appalto di 26 milioni, finanziato con fondi europei, prevedeva l’ampliamento di una dorsale telematica all’interno del corpo forestale dello Stato e la videosorveglianza per la tutela dei boschi. L’altro progetto di Campione era una proposta ad Rfi che riguardava le carrozze dei treni”.

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Redazione NewSicilia



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