Inchiesta

Bike sharing: un milione sprecato perché non c’era l’assicurazione!

biciclette
7 ott 2014 - 08:35

CATANIA - “Il progetto non partì perché non venne stipulata l’assicurazione”. Quest’indiscrezione arriva da alcuni ambienti scolastici che sono stati coinvolti nel programma di bike sharing che doveva iniziare nel 2009 per 22 istituti superiori. E anche dal provveditorato confermano. Così il sogno di gloria per la mobilità sostenibile tutto catanese svanì nel nulla. Nessuno infatti poteva prendersi la responsabilità di mandare gli studenti in giro per la città senza alcuna copertura assicurativa.

Ma perché dopo aver comprato stalli e biciclette ci si perse in un bicchiere d’acqua per una polizza? Voglio dire, così potrebbe sembrare folle uno spreco da un milione di euro, perché di spreco si tratta dal momento che le 264 biciclette stanno marcendo sotto il sole e le intemperie: un progetto che non parte perché non si trova l’accordo per il passaggio più banale della catena e cioè la stipula di un’assicurazione, è veramente assurdo.

C’erano forse altri interessi? La maggior parte di questo milione dov’è andato a finire? Sono state per caso riempite le tasche di qualcuno?

Scuola in Bici

Un’ulteriore stranezza in un progetto, che di chiaro ha ben poco, emerge leggendo le carte. In realtà in qualche scuola, forse una sola come il “G.B. Vaccarini”, una stipula con l’ INA Assitalia – Agenzia Generali di Catania sembrerebbe sia stata fatta. E si legge:

Il Sottoscrittore/Utente, ovvero il Sottoscrittore/Utente e il Genitore o chi esercita la patria podestà in caso di utente minorenne, dichiara/dichiarano:

• di essere consapevole che il Comune di Catania e l’Istituto d’Istruzione Superiore “G.B. Vaccarini” di Catania non rispondono per eventuali danni non coperti dalla polizza assicurativa sopra richiamata, subiti dallo stesso per effetto o in conseguenza dell’utilizzo della bicicletta pubblica, nonché di quelli a lui cagionati da terzi (persone,cose, animali).

• di essere consapevole che il Comune di Catania e l’Istituto d’Istruzione Superiore “G.B. Vaccarini” di Catania non sono in alcun modo responsabili e non rispondono dei danni non coperti dalla Polizza Assicurativa sopra richiamata, causati dall’Utente a terzi, quale conseguenza dell’utilizzo del Servizio di Bike Sharing.

Ma si faccia avanti quel genitore che ha visto fra il 2009 e il 2014 il proprio figlio prendere la bici per andare da casa a scuola. Il mistero si infittisce ancora di più se contattando l’ex sindaco Raffaele Stancanelli per chiedere notizie ci viene risposto “E che vuole che mi ricordi. Sono passati troppi anni”.    

Commenti

commenti

Giorgia Mosca



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento