Memorial

Una bici carica di ricordi, un amore mai dimenticato e Orazio Di Grazia: 8 anni fa la sua scomparsa

bici
4 nov 2016 - 16:26

CATANIA - Spingeva ogni giorno la sua bici carica di ricordi per giungere da Catania a Nicolosi e viceversa. 

Era il 4 novembre del 2008 quando Orazio Di Grazia ha lasciato questa terra. 

Se chiudiamo gli occhi riusciamo ancora a intravederlo, mentre con la testa china, gli stivali e il suo berretto, spingeva la sua bici pesantissima. Quella che vi raccontiamo oggi è una storia che tutti i catanesi conoscono. Chiunque salisse da Catania alle pendici dell’Etna, poteva vederlo camminare-pedalare. 

 

Parlava poco, se non mai. Lavorava sodo, tutti i giorni, per curare con amore quel suo terreno sito a Nicolosi mettendo in sella alla sua bici ormai arrugginita dal tempo, 40 kg di ortaggi per circa 20 km di strada.

Inizia a faticare sin da ragazzino, portando il latte a domicilio con la sua bici. Una bici comprata a 8 anni grazie ai soldi raccolti con alcuni lavoretti. Una volta lo sterzo, poi le ruote, infine i pedali. Pezzo per pezzo, giorno per giorno, Orazio Di Grazia costruiva la sua bici. 

Per 40 anni ha lavorato a Bolzano dove faceva il finanziere. Da lì matura la sua passione per i terreni di quella zona. Per questo, ogni anno, finita la sua carriera lavorativa, sentiva il bisogno di partire da Catania per raggiungere Bolzano e quei terreni che gli avevano colpito il cuore. Montava sulla sua bici e viaggiava per 12 giorni. Dodici lunghi giorni per andare e dodici lunghi giorni per tornare. La notte si arrangiava come poteva, sotto un albero, con un sacco a pelo per ripararsi dal freddo e proseguiva il suo cammino. Una passione indispensabile a cui, il vecchietto e la sua bici, non riusciva a rinunciare.

“O faccio tanta strada quanto ne fa un campione, oppure niente”. Parole che il signor Orazio, ha pronunciato durante un’intervista a cui poi venne dato seguito creando un documentario sulla sua vita, sulla sua storia, sulla sua passione e sulla sua bici.

Oltre alla bici, però, il signor Di Grazia coltiva dentro un altro amore: quello per Graziella. Una storia che non ha avuto un buon fine. Partito per il militare, Orazio lascia la fidanzata con tanto di progetti in serbo e una vita davanti da condividere insieme. È proprio nel periodo della leva che l’Italia entra in guerra e Orazio viene mandato a combattere in Jugoslavia. Oltre un anno senza sentirla. Da quel momento, il padre della fanciulla, decide di far sposare la figlia con un cugino ricco perchè “Orazio è stato ammazzato”. Nonostante il non volere di Graziella, i due si sposarono. Una vita infelice trascorsa a pensare a quel primo amore. 

Quando Orazio torna a Catania viene a sapere del matrimonio della sua amata. La incontra per strada: sciupata, irriconoscibile. Entrambe le loro vite erano distrutte. Orazio decise di andare avanti, Graziella invece no. Si lasciò morire, piano piano. 

Orazio Di Grazia resta il primo “cicloattivista” della storia di Catania. È proprio grazie al suo lavoro, alla sua dedizione e alle sue gesta se, oggi giorno, molte persone utilizzano la bici. 

Anche quest’anno, in ricordo di questo storico personaggio catanese, si terrà una camminata-pedalata in bici che partendo da Catania giungerà fino alla sua casa a Nicolosi. 

Chiunque volesse partecipare potrà recarsi, domenica 6 novembre, alle ore 11, al Lungomare Liberato di fronte alla postazione di Gianbike, nei pressi del monumento ai caduti.

Per tenere vivo il ricordo del vecchietto e della sua bici… 

Rossana Nicolosi



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