Indagini

Biancavilla, dopo omicidio in villa, Ingrassia: “Non lo rifarei più”

Tribunale di Catania
Tribunale di Catania
30 ago 2015 - 11:10

BIANCAVILLA - Sono ore di forte angoscia dettata dalle continue contraddizioni per Enza Ingrassia, la donna che nei giorni scorsi ha confessato di avere ucciso il marito Alfio Longo all’interno della loro villa di campagna nel catanese.

L’anziana signora, infatti, si mostra pentita di fronte al suo avvocato Cuscunà e al Gip di Catania Loredana Pezzino, durante le tre ore di interrogatorio, e confessa di avere amato per quarant’anni il consorte perché “era molto premuroso con lei”, anche se la picchiava ogni giorno.

Inoltre sarebbero due gli aborti che Alfio Longo avrebbe procurato alla compagnia di una vita, in aggiunta alle continue vessazioni, litigi e violenze.

“Se tornassi indietro non lo rifareiha dichiarato la reoconfessa Enza Ingrassiami amava a modo suo e, di certo adesso, la mia vita non sarà migliore di prima”.

Pare sia questa la motivazione per la quale la donna non ha mai denunciato il marito padrone anche se ha affermato di avere più volte chiesto aiuto agli amici e parenti vicini per aiutare l’uomo.

L’avvocato della donna Cuscunà ha già chiesto gli arresti domiciliari in una struttura protetta, ma la Procura insiste per gli arresti in carcere imputando la scelta all’inquinamento delle prove che la donna aveva fatto a poche ore dall’assassinio.

“Adesso la mia assistita - conclude l’avvocato Cuscunànon sta bene è molto provata, non vede prospettive nella sua vita”.

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Redazione NewSicilia



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