Mafia

Battute e non messaggi, revocato 41 bis al fratello di un boss

carcere Agrigento
12 ott 2015 - 11:33

AGRIGENTO - È stato revocato il regime di 41 bis, il cosiddetto carcere duro, per Salvatore Messina, l’empedoclino condannato all’ergastolo nel processo Akragas, per associazione mafiosa, omicidio e tentato omicidio.

Salvatore Messina insieme al fratello Gerlandino, ex capo di Cosa Nostra Agrigentina, erano implicati nell’omicidio del maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli, ucciso a colpi di mitra il 4 Aprile del 1992 sulla strada Agrigento-Menfi.

La revoca della pena è stata è stata decisa dal tribunale di sorveglianza di Roma, accogliendo il ricorso del legale di fiducia dell’imputato, Salvatore Pennica.

È stata, infatti, accolta la tesi della difesa secondo la quale le lettere inviate da Salvatore Messina al fratello Gerlandino non contenevano messaggi cifrati ma semplici battute per sdrammatizzare la sua condizione di recluso.

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Redazione NewSicilia



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