Allerta

Batterio killer in prodotti “Bio”, disposto il ritiro dal mercato

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9 set 2016 - 07:11

L’Ufficio federale della sicurezza alimentare tedesco ha lanciato un’allerta che potrebbe interessare anche l’Italia, per alcuni prodotti biologici ed integratori alimentari della “Hanoju”.

Questa gamma di prodotti è stata ritirata da tutti i punti vendita e dai negozi on line su internet, perché nel corso delle analisi di laboratorio è stato trovato l’Escherichia coli VTEC produttore di shigatossina, un batterio pericoloso responsabile della famosa epidemia dei germogli di fienogreco che in Germania nel 2011, ha colpito centinaia di persone e provocato oltre 50 morti, il ricovero di 4.174 persone, 864 delle quali sono state colpite da un’insufficienza renale acuta, una patologia che spesso si può curare solo con la dialisi.

Da allora in Europa è massima allerta sul problema con controlli continui sui prodotti, dopo che l’epidemia da E coli si è guadagnato il secondo posto nella classifica delle intossicazioni alimentari europee dopo la Mucca pazza.

Secondo le informazioni raccolte sul sito del portale del governo tedesco “Lebensmittelwarnung.de”, il ritiro è stato deciso volontariamente dalla stessa società proprietaria del marchio, durante i controlli interni.

Nello specifico si tratta dei prodotti “Bio Erba d’orzo” in compresse da 180, 250, 500, 600, 1000 e 2000, lotti n° 525 817 e 529 918 aventi scadenza minima 15/09/2017 e 26/10/2017.

L’azienda precisa: “Caro cliente Hanoju, come avrete visto nelle ultime settimane sul nostro sito web, le nostre compresse di ‘erba di grano’ sono state richiamate. Non possiamo escludere, in questa fase che questi prodotti dell’azienda Hanoju, sono contaminati da batteri E. coli, che hanno la capacità di formare verotossina (VTEC). Questo patogeno può causare diarrea, nausea, vomito e febbre nei singoli casi. Dal momento che abbiamo la nostra erba di orzo per le compresse attualmente fornita dallo stesso produttore, abbiamo bisogno di ampliare il richiamo su questo articolo”.

Redazione NewSicilia



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