Inchiesta

Banca Nuova Palermo, chieste condanne per usura

la legge è uguale per tutti
21 giu 2016 - 18:43

PALERMO - L’accusa è di usura bancaria. Nell’occhio del ciclone sono finiti il presidente di Banca Nuova (gruppo Banca Popolare di Vicenza), Marino Breganze, e il direttore dell’area commerciale, Rodolfo Pezzotti.

La richiesta del pubblico ministero, Claudia Ferrari, è di tre anni e tre mesi di reclusione per entrambi gli indagati. Secondo l’accusa, Breganze e Pezzotti, tra il 2009 e il 2010, non avrebbero evitato che venissero applicati interessi usurai su alcuni conti di due società, superando il limite di tassazione consentito.

Nell’inchiesta è stato coinvolto anche l’ex procuratore del capoluogo siciliano, Francesco Messineo, reo di aver dato informazioni sul processo ad un altro protagonista della vicenda: l’ex direttore dell’istituto bancario, Francesco Maiolini, condannato a otto mesi.

Quest’ultimo, infatti, avrebbe contattato il procuratore per avere informazioni sullo svolgimento del processo.

Redazione NewSicilia



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