Solidarietà

Balouo Salo contro il “demone del sale” in Casamance

Foto di Balouo Salo
Foto di Balouo Salo
18 nov 2015 - 06:03

CATANIA - Un gruppo d’amici e di colleghi e la voglia di fare la differenza.  Abbiamo incontrato Raul Vecchio, un giovane ingegnere catanese che ha raccontato la storia di Balouo Salo.

In Senegal sono attive numerose ONG ma quasi tutte sono concentrate nel territorio intorno a Dakar, la capitale. Tuttavia, le zone più disagiate sono il sud del paese e dell’ovest vicino al confine con il Mali. Sono vari i motivi per cui non si interviene (o si hanno difficoltà ad intervenite) e sono quasi tutti dovuti alla guerra civile per l’Indipendenza che negli Anni Ottanta hanno insanguinato i territori del Casamance. 

Siccità, fame, carestia, guerra e morte, come cavalieri dell’apocalisse  hanno devastato un territorio.

Il fenomeno della risalita delle acque del mare, e la conseguente salinizzazione delle acque dolci del fiume, ha evocato il “demone del sale“, come lo definiscono gli abitanti dei villaggi che si affacciano sulla vallata del Tanaf Bolong; il sale brucia i campi da coltivare e produce acidificazione sia del suolo sia delle falde acquifere; l’acqua contaminata causa, a sua volta, infezioni e malattie.

tenaf

Solo l’8% delle case rurali ha accesso ai pozzi, ma l’acqua  è contaminata; ed è sempre la contaminazione dell’acqua a provocare il 75% delle malattie infantili, con conseguente tasso di mortalità fra i più alti del Senegal. Ma i danni del fenomeno si ripercuotono in scala ancora più vasta.

La contaminazione dei terreni in aree come Casamance e quelli della valle del Tanaf Bolong, che vedevano nell’agricoltura la principale attività lavorativa ha causato malnutrizione per l’85% della popolazione; ritardo della crescita per il 65% dei bambini; povertà per il 92% della popolazione; emigrazione per il 95% dei giovani. Parliamo di una povertà difficilmente immaginabile per noi occidentali e di situazioni che spingono solo alla fuga, non solo per salvarsi ma anche per aiutare coloro che, per varie ragioni, non lasciano il proprio Paese.

mercato di tenaf

La realizzazione dello sbarramento consentirà già nel primo anno di bonificare tra i 2 mila e i 3 mila ettari di terreno, rendendoli nuovamente coltivabili, raggiungendo l’obiettivo di 15 mila ettari in 4-5 anni. Lo sbarramento sarà anche percorribile, quindi accorcerà enormemente i trasporti tra un area e l’altra; formerà le persone che dovranno lavorare. Il progetto è quasi a metà strada, servono quasi 100mila euro per realizzarlo e già 50 mila sono stati raccolti.

terreno agricolo recperato tenaf

L’appuntamento del 24 novembre con il Master Cup, il torneo solidale di calcio a sette che si svolgerà nella cittadella universitaria di Catania, sarà un importante appuntamento per raggiungere l’ambizioso obiettivo.

Viviana Mannoia



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