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Avvocati, amministratori giudiziari e universitari nell’occhio del ciclone: scatta il sequestro preventivo. VIDEO

finanza saguto
20 ott 2016 - 11:58

PALERMO - La Procura della Repubblica di Caltanissetta ha disposto in via d’urgenza il sequestro preventivo, in corso di esecuzione ad opera di personale del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, finalizzato alla confisca, di ingenti somme di denaro, beni immobili e quote societarie costituenti prezzo, profitto e prodotto di delitti di corruzione, concussione, peculato, truffa aggravata e riciclaggio a carico di Silvana Saguto, Gaetano Cappellano Seminara, Carmelo Provenzano, Maria Ingrao, Roberto Nicola Santangelo, Walter Virga e Luca Nivarra. Il sequestro, come già detto, è stato disposto in via d’urgenza per il pericolo concreto ed attuale di dispersione dei patrimoni illecitamente accumulati.

 

Le indagini sono state avviate a seguito della trasmissione dalla Procura di Palermo del procedimento iscritto a carico di Walter Virga, amministratore giudiziario nella procedura 34/2014 RMP Rappa, e di suoi collaboratori e coadiutori.

Grazie ad alcune intercettazioni su alcuni individui sospetti e nei locai della Nuova Sport Car spa, società facente parte del compendio in sequestro nel proc. 34/2014 RMP,è stato possibile risalire a Silvana Saguto e Tommaso Virga (quest’ultimo padre del citato Walter), così come ad altri magistrati.

Le intercettazioni più interessanti sono state quelle ottenute nello studio legale Pro.de.a di Walter Virga e, soprattutto, nell’ufficio di Silvana Saguto presso il Tribunale di Palermo. In particolare, all’interno dell’ufficio di Silvana Saguto venivano registrate conversazioni decisive per individuare gli “atti antidoverosi”, facendo emergere aspetti corruttivi mettendo in risalto il rapporto con Gaetano Cappellano Seminara e con Carmelo Provenzano.

Sul terreno fertile dei rapporti corruttivi si sviluppavano due associazioni finalizzate alla corruzione, peculato, falso materiale e ideologico, abuso d’ufficio e truffa aggravata, rispettivamente a carico di: Silvana Saguto, Gaetano Cappellano Seminara e Lorenzo Caramma; e di Silvana Saguto, Carmelo Provenzano, Roberto Nicola Santangelo e Lorenzo Caramma.

Come efficacemente descritto da un amministratore giudiziario – persona offesa del delitto di concussione – Silvana Saguto “intratteneva rapporti esclusivi con le persone che le interessavano”, secondo un modulo “a margherita, ossia senza vi fosse alcuna interferenza tra i rapporti che facevano capo a lei”, rapporti che la vedevano al centro, e da cui si dipartivano “petali” e “raggi”, non comunicanti tra loro, rappresentati da professionisti, amministratori giudiziari, colleghi, cancellieri, ufficiali di polizia giudiziaria, rappresentanti del mondo universitario e giornalisti, dai quali la stessa traeva vantaggi e utilità di varia natura. Questo spiega l’autonomia dei due rapporti corruttivi e dei due vincoli associativi.

Gli associati, sfruttando le qualifiche soggettive e i ruoli ricoperti nell’ambito di procedure di prevenzione, e facendo perno sul sistema della gestione dei patrimoni in sequestro e sul procedimento di liquidazione dei compensi per le attività di amministrazione giudiziaria, erano riusciti a strutturare l’attività della Sezione Misure di prevenzione e la gestione dei patrimoni in sequestro secondo modelli organizzativi criminosi, e a creare un sistema di arricchimento illecito improntato a criteri familistici e clientelari.

In perfetta sinergia con personale in servizio presso il Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, sono stati redatti oltre centotrenta verbali di assunzioni di informazioni da persone informate sui fatti; sono state compiute decine di mirate acquisizioni documentali, presso diversi Uffici giudiziari siciliani, presso le Università di Palermo e di Enna, presso la Prefettura di Palermo e il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia.

Redazione NewSicilia



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