Parcheggio

Aumento Sostare, la partecipata: “Solo una maggiorazione Istat. Nessuno svantaggio”

Sostare Parcheggio
18 mar 2016 - 11:19

CATANIA - L’aumento c’è, ma passerà ancora del tempo perché venga ufficializzato.

Da un paio di giorni, infatti, la partecipata Sostare e l’amministrazione comunale hanno trovato un nuovo accordo sulle modalità di pagamento. Tuttavia, a differenza di quanto detto da alcuni, ancora le modifiche non sono entrate ufficialmente in vigore. A spiegarlo è il portavoce dell’azienda, Massimo Casertano: “Il contratto è ancora alla firma della giunta, quindi non c’è alcun aumento. Abbiamo ricevuto diverse telefonate che ci chiedevano di queste novità: vorrei sottolineare che ancora non è cambiato niente”.

In base al nuovo accordo, il biglietto costerà 87 centesimi l’ora, a fronte degli attuali 75. E anche gli orari subiranno dei leggeri ritocchi. L’obbligo di mostrare il biglietto, infatti, sarà prorogato di mezz’ora la mattina e anticipato di 30 minuti il pomeriggio. Per essere più chiari: il tagliando dovrà essere esposto e pagato fino alle 13,30 per chi parcheggia la mattina e dalle 15 in poi per chi posteggia il pomeriggio.

Per quanto riguarda le ore notturne, invece, la sosta a pagamento è prevista solo in alcune aree dalle 21 alle 2 al costo fisso di 1 euro e non più di 50 centesimi l’ora. 

Chiaramente, inutile dirlo, questo aumento del 20% ha portato con sé molte polemiche, come quelle del consigliere della IV circoscrizione Erio Buceti. Ma, soprattutto, la domanda più frequente è: a cosa si deve tutto ciò? La Sostare ci tiene a fare chiarezza: “Non c’è alcuno svantaggio per nessuno, ma l’aumento rappresenta solo una maggiorazione Istat per rientrare nei costi. Anche perché non bisogna dimenticare che a Catania la tariffa è la più bassa in Italia: la media, infatti, è di 1/1,50 euro l’ora. In 9 anni non è mai stata apportata alcuna modifica nei prezzi”.

Nel nuovo accordo, infine, potrebbero esserci delle novità interessanti anche per gli abbonamenti a studenti universitari e lavoratori.

Andrea Lo Giudice



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