Tragedia

Augusta, nello sbarco arrivato un 15enne somalo morto per i maltrattamenti subiti

25 ago 2015 - 12:56

AUGUSTA - L’ennesima tragedia della migrazione segna questa estate di flussi migratori costanti.

Nello sbarco di circa 300 profughi, soccorsi dalla nave Dignity di Medici senza Frontiere, vi era anche un 15enne somalo morto per le percosse e i maltrattamenti subiti in Libia. Diversi i racconti e le testimonianze raccolte dai migranti che hanno raccontato l’esistenza di veri e propri lager in territorio libico per tutti coloro i quali sono in attesa di partire per uno dei viaggi della speranza.

Il ragazzo di origini somale sarebbe morto ieri in seguito a un arresto cardiocircolatorio. Dalle prime ricostruzione sembra che sia stato costretto a lavorare senza cibo né acqua. Lo hanno riferito alcuni dei 300 migranti soccorsi dall’imbarcazione di Msf.

Il minore viaggiava solo e le persone che viaggiavano con lui – come spiega una nota di Medici senza Frontiere – hanno riferito che era stato ripetutamente e brutalmente picchiato in Libia, tre settimane prima.

Da quel momento la sua salute era peggiorata e senza nessun tipo di cure, è stato costretto a continuare ad un pesante lavoro fisico, spesso senza cibo e acqua.

Il ragazzo, quindicenne, “dopo essere stato accolto nella clinica di bordo, ha risposto bene ai farmaci e alle cure mediche e la sua condizione è migliorata notevolmente nelle prime 24 ore. Tragicamente e inaspettatamente, prima dell’arrivo della Dignity in Italia, è deceduto all’improvviso per arresto cardiaco, nonostante gli inutili sforzi di salvare la sua vita”.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento