Scontro

Attivisti a piazza Pietro Lupo: una battaglia che non si arresta

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20 gen 2015 - 06:30

CATANIA – La situazione di piazza Pietro Lupo rimane ancora un problema cocente e irrisolto. La speranza è legata alla realizzazione di un regolamento, attualmente in elaborazione, che disciplini il riuso temporaneo dei beni immobili di proprietà del comune in stato di abbandono per donarli ad associazioni culturali che si impegnino nella gestione proficua dell’immobile al fine di sottrarlo al degrado.

Gli attivisti delle ex associazioni culturali Lomax e Mangiacarte, costrette a chiudere le loro sedi l’estate scorsa per motivi economici e non solo, insieme ad altri gruppi locali continuano la loro battaglia per far rivivere l’ex palestra di scherma situata in un punto nevralgico della città di Catania ma lasciata per troppo tempo a marcire in uno stato di totale abbandono e incuria da parte delle istituzioni come d’altronde accade per molti altri beni immobili della città etnea le cui sorti rimangono tutt’oggi da definire. Dimora dei senzatetto, l’edificio ha ripreso vita solo un mese fa grazie alla sinergica collaborazione del Gar (gruppo azione risveglio) e di cittadini che hanno creduto in un comune progetto di rinascita dell’immobile.

“Ci stiamo impegnando con tutte le nostre forze - afferma Costanza Paternò presidente dell’Associazione Mangiacarte - abbiamo creato dei gruppi di lavoro per fare di questo posto un centro di quartiere polivalente e polifunzionale gestito da una rete aperta di associazioni e persone, che mira alla riabilitazione degli spazi urbani attraverso interventi di promozione culturale e artistica. C’è il gruppo per la manutenzione che si occupa di sistemare materialmente l’edificio, quello per i rapporti con le istituzioni, un altro per la comunicazione e altri ancora ognuno con un compito ben preciso”.

Ma la realtà è molto più complessa di come potrebbe apparire. Tutt’oggi i sostenitori del progetto di piazza Lupo non vedono riconosciuta legalmente la loro posizione: “l’assessore Giuseppe Girlando - continua Costanza Paternò - ha capito che noi non eravamo qui con i molotov pronti ad occupare un edificio pubblico senza cercare un dialogo con le istituzioni e allora ha dato il benestare per la nostra permanenza in questo edificio ma ancora non abbiamo alcun documento o altro che certifichi la nostra presenza in questo spazio”.

Non facendoci sfuggire l’occasione, abbiamo rintracciato Girlando per un’intervista ma alle nostre domande ha risposto in maniera molto diplomatica ribadendo che “l’ex palestra in piazza Lupo è un caso particolare in quanto oggetto di una contestazione giudiziaria sul possesso comunesocietà aggiudicatrice dell’appalto per la realizzazione di un posteggio interrato. Ma su questa vicenda ci sono pre-contenziosi in essere non meglio precisati”.

Il problema dei 9 posteggi interrati in programma per Catania di cui uno soltanto, Parcheggio Europa, effettivamente realizzato è ormai oggetto di discussione da anni. Senza entrare nel merito della giustezza di queste futuristiche e quasi chimeriche realizzazioni edilizie, limitandoci a piazza Lupo, Niccolò Notarbartolo afferma: “l’ing. Orazio Palmeri nella relazione sui parcheggi interrati per la commissione lavori pubblici, stilata nell’aprile del 2014, riporta la seguente dichiarazione: “l’ATI (associazione temporanea di imprese) ha manifestato l’intenzione di iniziare non appena avrà avuto formale invito dall’amministrazione comunale a modificare il progetto secondo il parere della Sovrintendenza e cioè di non realizzare volumi in elevazione e con la prerogativa che si deve sviluppare interamente in sotterraneo e con ampie fasce di verde in superficie”.

Quindi il problema sarebbe di un ritardo dell’amministrazione nel pronunciarsi in merito alla decisione di portare avanti il progetto edilizio mentre c’è chi crede che in realtà la società aggiudicatrice, dopo il fallimento del posteggio di Piazza Europa per inadempienza da parte delle amministrazioni nel mantenere fede a una serie di obblighi tra cui il divieto di parcheggio lungo le vie confinanti o gli interventi di rimozione dei veicoli che violano le norme del codice della strada, abbia di fatto rinunciato all’appalto.

Un gioco di voci che si infrange contro svariate barriere del suono, sembra questa la situazione di piazza Lupo come di molte altre realtà del territorio catanese. Ciò che è certo ed evidente è lo stato di precarietà degli attivisti di Piazza Lupo.

Ormai da tempo vari comuni d’Italia si sono impegnati nel realizzare dei regolamenti edilizi che disciplinino l’uso temporaneo dei beni immobili di proprietà del comune e anche a Catania sembra esserne quasi pronto uno che verrà (presto?) presentato al consiglio comunale e alla città: “Il Gar, gruppo liquido virtuale che ha portato avanti una serie di politiche di innovazione e promozione sociale - afferma l’avv. Salvatore Grillo -, per il tramite dell’architetto Elisa Mazza che ha messo insieme un team multidisciplinare di tecnici, sta lavorando a un regolamento, anche sotto la richiesta dell’assessore Girlando, che disciplini l’uso temporaneo del patrimonio per sottrarlo al degrado. Questa è un’esigenza che non esce solo dal nostro territorio ma da tutta Italia e, a livello nazionale, è già stata istituzionalizzata in alcuni comuni. Questo regolamento verrà presentato al consiglio comunale nella speranza che venga approvato”.

A tal proposito l’assessore Girlando ha espresso massima disponibilità: ”è vero che il Gar sta lavorando ad un regolamento e abbiamo in mente di organizzare una conferenza che avrà come oggetto il riuso temporaneo dei beni e a cui prenderà parte la Prof.ssa Inti, docente del politecnico di Milano che si è occupata del regolamento della capitale economica”.

Quando sarà questa conferenza? Girlando parla di fine gennaio metà febbraio ma a quanto pare l’assessore temporeggia ormai da troppo tempo tanto da perdere effettiva credibilità.

Nella speranza che questo momento prima o poi si realizzi per il bene della città e del suo inestimabile patrimonio, gli attivisti di Piazza Lupo continuano la loro lotta investendo tempo, denaro ed energie in funzione del riuso di una struttura che probabilmente verrà demolita ma che fino a quel giorno, grazie al loro impegno, potrebbe accogliere cittadini di Catania e provincia in cerca di uno spazio in cui condividere idee, passioni, creatività. Ancora c’è molto da fare. Si combatte contro infiltrazioni d’acqua, fluorescenze sul tetto che ostruiscono i tubi di scarico e problematiche varie. L’assessore Bosco e Girlando si erano impegnati ad aiutare le associazioni per la manutenzione minima del tetto ma ancora oggi nessuno ha dato un sostegno concreto.

Nonostante tutto, i lavori a piazza Lupo non si arrestano e ieri, durante una riunione degli attivisti, sono stati compiuti altri piccoli ma significativi passi verso un futuro più definito e definibile. Non solo è stato deciso il nome da dare all’ex palestra: “Lupo laboratorio urbano popolare. Palestra delle arti e delle culture” ma è stato anche fissato per il 31 gennaio in occasione del centenario Lomax, un evento che serva da sostegno anche economico per raccogliere fondi da destinare all’uso dello spazio comune.

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Daniela Torrisi



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