Paura

Attentati di Bruxelles: potenziate misure di sicurezza negli aeroporti siciliani

bruxelles
22 mar 2016 - 18:08

CATANIA - Sono le otto del mattino quando due esplosioni all’aeroporto di Zaventem uccidono 14 persone e ne feriscono il doppio, se non il triplo. 

Un’ora dopo, le nove circa, esplode una seconda bomba alla fermata metro Maelbeek, a due passi dalle istituzioni europee. Muoiono altre 20 persone

34 vittime e più di 100 feriti, tra loro anche alcuni italiani: è questo il bilancio (provvisorio) dei due attentati nel cuore dell’Europa, Bruxelles

Sono trascorsi meno di cinque mesi dall’attentato terroristico a Parigi: si possono ancora sentire le urla, l’odore nauseabondo del sangue sparso ovunque, le grida di dolore, la sofferenza. 

Soli pochi mesi e l’Isis colpisce di nuovo. 

“Siamo chiusi dentro al Parlamento e guardati a vista dai militari che non ci fanno né entrare né uscire. Tutte le attività sono state sospese, abbiamo la difficoltà di comunicare visto che la rete telefonica non funziona. Comunichiamo solo tramite internet. La città è presidiata dai militari, ci sono obiettivi sensibili che vanno salvaguardati”: queste le prime considerazioni, alla luce di quanto accaduto, da parte dell’eurodeputato Giovanni La Via, presidente della commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare dell’UE.

“L’aeroporto è chiuso e forse lo sarà anche domani. Tra l’altro hanno chiuso la frontiera con Olanda, Francia e Germania e stanno formando un cordone sanitario intorno al Belgio. Abbiamo voglia di tornare a casa ma l’Unità di crisi della Farnesina ci ha chiesto di non lasciare i luoghi chiusi” ha aggiunto La Via. 

L’europarlamentare catanese, continua:Sono ore di angoscia e di dolore. Quello che è successo oggi colpisce tutti noi, e a chiunque di noi sarebbe potuto capitare. Questione di una manciata di ore. Io sono arrivato ieri mattina, e sarei dovuto ripartire stasera. Ma stamattina, nonostante tutto, abbiamo rispettato l’agenda dei lavori. La commissione Envi si è riunita per dei voti importanti, come previsto: noi continuiamo a lavorare. È questo il nostro ‘no’ al terrorismo. Non ci faremo fermare, e lo dimostriamo svolgendo il nostro dovere e rispettando gli impegni”.

Una città sotto assedio, blindata, col cuore spezzato e le lacrime agli occhi. Un giorno qualunque che, in pochi minuti, è diventato tempo di tragedia. 

La paura e il terrore hanno invaso tutta l’Europa. Come a Roma, anche per gli aeroporti siciliani, Catania Fontanarossa, Palermo Punta Raisi, Trapani Birgi e Comiso sono stati intensificati i controlli: il dipartimento di pubblica sicurezza, infatti, ha incrementato la presenza di funzionari in borghese e di pattuglie con cani anti esplosivo. Inoltre, è stato rafforzato il controllo dei bagagli e degli imbarchi.

Stamattina, il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, ha spiegato come “il livello di attenzione, sia delle forze dell’ordine a cui compete la prevenzione, sia della procura è molto alto, perché non c’è alcun Paese o città a rischio zero”.

E ancora: “La procura lavora per individuare possibili elementi radicalizzati che possano fare gesti sconsiderati, anche se al momento non c’è alcun elemento che faccia pensare a fattori di rischio significativi”.

Nello specifico a Catania c’è stata una riunione tecnica di coordinamento interforze, a Palazzo Minoriti, convocata dal prefetto Maria Guia Federico, per esaminare gli aspetti di sicurezza della città. Da una nota si apprende come dalla riunione “si è proceduto a una approfondita analisi della situazione di rischio e sono state programmate una diversa dislocazione delle Forze di Polizia e una rimodulazione dei servizi finalizzata al potenziamento delle attività di prevenzione generale e di controllo coordinato del territorio, con particolare attenzione alle esigenze di sicurezza dettate dagli attuali rischi di atti terroristici”.

Infine, una nota ufficiale, la Sac di Catania consiglia di recarsi in aeroporto con almeno due ore di anticipo. 

Rossana Nicolosi



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