Polemiche

Assessore Croce: “Non è l’abusivismo la causa dei disastri”

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6 ott 2015 - 19:44

MESSINA - La dichiarazione che l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Maurizio Croce ha rilasciato, in merito allo smottamento che ieri ha bloccato metà Sicilia, durante l’incontro con gli amministratori del comprensorio jonico e il comitato spontaneo dei cittadini “Punto e a Capo”, prima di recarsi sul luogo della frana sull’A18, continuerà a far discutere. “Non è l’abusivismo la causa dei disastri. Il nostro territorio è geomorfologicamente fragile e non è abituato ai cambiamenti climatici - ha dichiarato Croce -. Quello che si dovrebbe fare è attuare un programma di rischio idrogeologico che prenda in considerazione i cambiamenti atmosferici”.

Giunto sul luogo della frana ha affermato: “L’idea che mi sono fatto io è che non c’è stato lo smottamento del versante, il muro di confine dell’autostrada, realizzato almeno quarant’anni fa, ha svolto il ruolo di contenimento del versante quando invece il suo ruolo era un altro – ha sottolineato l’assessore – con il tempo il muro si è danneggiato ed è ceduta la parte sommitale del muro stesso. Il cedimento di questo tratto di muro ha fatto sì che si riversasse tutta la coltre detritica, infatti i calcinacci che si vedono giustificano questo crollo limitato che ha causato questi danni”.

Adesso comunque è necessario passare alla fase degli interventi al fine di ritornare alla normalità e proteggere i cittadini: “Il CAS si è già attivato per liberare la carreggiata da questa massa di terra che la occupa – ha dichiarato – giovedì ci sarà un tavolo tecnico all’Assessorato alle Infrastrutture, li capiremo la possibilità di utilizzare le somme liberate dalla programmazione comunitaria 2007-2013”. Croce ha inoltre dichiarato che nei prossimi giorni si cercherà di capire se ci sono rischi a livello geologico e idraulico ma ancora nessuna certezza sui tempi: “Almeno 30 giorni per i procedimenti burocratici – ha concluso l’assessore al Territorio – e dopo faremo un intervento di urgenza”.

A chi li accusa d’abusivismo i sindaci del territorio rispondono che le responsabilità vanno cercate nel campo del Cas: “A chi vuole farci passare per abusivi, dico che questi problemi ci sono sempre stati e ci saranno sempre – attacca il primo cittadino di Taormina, Eligio Giardina - i movimenti franosi li decide la natura, ma, a prescindere da questi, la A18 e la A20 non sono autostrade civili, sono fuori dalla normalità e in più si paga un alto pedaggio“. E l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, commenta: “Sulle strade siciliane sta franando di tutto. Non si può continuare così”.

La conta dei danni all’economia è appena all’inizio. In un comunicato la CIGL non nasconde grandi preoccupazioni: “Non bastava il crollo del viadotto Himera. Ora anche l’autostrada Catania – Messina è compromessa da una frana. Questo perdere pezzi non è una metafora di ciò che sta accadendo alla Sicilia ed ai siciliani. È invece la prova regina che manca un progetto per questa terra”. Lo dichiara il segretario generale della Cgil di Catania, Giacomo Rota, che parla di “una Sicilia ridotta a brandelli, di un diritto alla mobilità e alla sicurezza infrastrutturale semplicemente annullato, così come quello a vivere una vita normale”. Da anni la Cgil di Catania guarda alle infrastrutture come ad uno dei punti chiave per il rilancio dell’area metropolitana e del suo sviluppo economico concreto. “Siamo di fronte alla totale incuria dei ceti dirigenti, che non sono solo quelli politici – continua Rota -. È sin troppo evidente che manca un piano per la Sicilia. Il governo Renzi dovrà immediatamente avviare la messa in sicurezza del dissesto geologico e studiare un progetto coerente di sviluppo; missione che dovrebbe toccare anche alla Regione Sicilia”.

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Viviana Mannoia



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