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“Asservite a Cosa Nostra”: sequestrate Tecnis e le sue holding. Società in amministrazione giudiziaria

Ros
23 feb 2016 - 09:00

CATANIA – Da paladini della giustizia, esempio e vanto per l’economia catanese, a soci in affari con i maggiori esponenti della mafia siciliana. È questa la terribile escalation subita dall’azienda etnea Tecnis, che da questa mattina, insieme alle collegate Artemis e Cogip, non è più proprietà del gruppo Costanzo-Bosco Lo Giudice.

Ciò è avvenuto a seguito dello scandalo che l’ha vista coinvolta in un vero e proprio mercato d’affari con diversi clan dell’isola, su tutti quello dei Santapaola di Catania. Dopo anni di indagini i carabinieri del Ros sono riusciti a ricostruire tutti i rapporti di subordinazione dell’azienda alla criminalità organizzata in diversi appalti, arrivando all’applicazione della legge 34 del Codice Antimafia che entra in vigore quando “esistono elementi che facciano ritenere che un’attività imprenditoriale sia asservita agli interessi di persone inserite in associazione per delinquere a stampo mafioso”. 

I primi sentori di un collegamento tra la Tecnis e gli ambienti mafiosi risalgono a diversi anni fa, quando in occasione dell’arresto di Salvatore Lo Piccolo al boss fu trovato un pizzino ricevuto da Matteo Messina De Naro con scritto “qui le cose ci vanno strette”, riferendosi all’appalto relativo all’aeroporto di Palermo, in mano proprio alla Tecnis. 

Diversamente da altri provvedimenti, la legge 34 prevede il sequestro delle attività e infatti il tribunale di Catania ha già nominato un amministratore giudiziario, il professor Ruperto, che avrà il compito di riportare una delle aziende più importanti del capoluogo etneo sulla via della legalità e, qualora non dovesse riuscirci, si procederebbe alla confisca della Tecnis e delle sue holding (società le cui quote e azioni hanno un valore superiore a un miliardo e mezzo di euro) che diventerebbero di fatto proprietà totale dello Stato. 

Al centro della bufera diversi appalti legati alla Pubblica Amministrazione come il tratto della metropolitana di Palermo Politeama-Giachery, lo scalo di Punta Raisi e la costruzione della “Corleonese- Agrigentina“.

Santi Liggieri



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