Lavoro

Assenteismo, beccati 19 dipendenti all’Asp di Catania: tra gli indagati Angelo Lombardo

foto di www.lavika.it
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9 feb 2017 - 12:16

CATANIA - Dovevano essere sul posto di lavoro, invece erano altrove: a fare cosa non si sa, ma, di certo, non stavano svolgendo il proprio dovere. Con l’accusa, dunque, di truffa, la procura sta indagando su diciannove dipendenti dell’azienda sanitaria provinciale di Catania, che si sarebbero assentati nelle sedi di Gravina, Tremestieri Etneo e Sant’Agata li Battiati.

Tra coloro che sono sotto accusa, c’è Angelo Lombardo, fratello di Raffaele, ex governatore della Regione Sicilia ed ex leader del Mpa, a processo per concorso esterno all’associazione mafiosa. Con lui sono imputati nello stesso dibattimento Vincenzo Aiello, Rosario Di Dio, Giovanni Barbagallo, e Gaetano D’Aquino.

Per scovare i furbetti, i carabinieri del Nas hanno piazzato delle telecamere davanti all’orologio marcatempo di ingresso e uscita dal lavoro, controllando i dipendenti per brevi periodi tra novembre e dicembre 2014 e uno ha continuato anche a gennaio 2015.

L’oggetto dell’accusa sarebbe, quindi, l’allontanamento dal posto di lavoro, dopo aver timbrato o aver fatto timbrare il proprio badge ad altri colleghi, che all’occorrenza lo passavano anche in loro assenza.

Il procuratore Carmelo Zuccaro e il sostituto Fabio Regolo hanno chiesto il loro rinvio a giudizio, invece l’Asp si è costituita parte civile con l’avvocato Isabella Altana.

Infine, la decisione del Gup, Alessandro Ricciardolo, è prevista per il 6 marzo.

Questa vicenda riporta alla mente un altro caso di assenteismo che ha fatto molto parlare di sé:  i 104 dipendenti del Comune di Modica.

Si tratta di un fatto risalente al 2012. Tra queste persone solo uno è stato condannato col patteggiamento, 22 sono stati prosciolti in sede di udienza preliminare e 77 sono stati assolti perché il fatto non sussiste in primo grado con la sentenza emessa una settimana fa, dal Tribunale di Ragusa che ha condannato quattro degli imputati.

Le assoluzioni sono avvenute perché le prove su cui si fondava l’accusa non hanno retto al vaglio dibattimentale: è emerso, infatti, che un ingresso secondario degli uffici comunali non era monitorato da alcuna telecamera. Per questo il Tribunale ha assolto con la formula che corrisponde all’insufficienza di prova del vecchio codice.

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Redazione NewSicilia



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