Scontro

“Asp di Catania nel totale immobilismo e gli ospedali affondano”, sindacati e camici bianchi schierati

asp
12 mar 2016 - 11:59

CATANIA - Da parte dell’ASP di Catania dobbiamo constatare un totale immobilismo che sta creando seri problemi nella gestione degli ospedali, soprattutto quelli periferici, e nella gestione dei turni del personale che vengono sovraccaricati a danno della popolazione”.

Ad affermarlo sono gli esponenti della segreteria provinciale, aziendale e la r.s.u della U.I.L FPL Pippo Palumbo e Orazio Lopis che denunciano l’inerzia da parte della direzione nel cercare di affrontare le varie problematiche che da tempo affliggono la stessa ASP, “nonostante – dicono – i nostri continui e ripetuti appelli e i nostri sforzi nel cercare di instaurare un rapporto basato sul reciproco confronto e sulla collaborazione al fine di risolvere tutti insieme le problematiche contrattuali e quelle relative all’applicazione del decreto della rimodulazione della rete ospedaliera”, affermano i due esponenti sindacali.

Proprio in relazione alla carenza di personale sanitario e amministrivo in tutti i presidi ospedalieri e nei distretti sanitari dell’ASP, come a Paternò, Biancavilla, Bronte, Acireale, Giarre, Militello e Caltagirone, si sono create difficoltà legate alla gestione dei servizi.

Nello specifico a Giarre non si capisce come il nosocomio verrà rifunzionalizzato; non vi è l’apertura dei posti letto della S.U.A.P. del Santo Bambino e a Militello per mancanza di personale sanitario; ancora vari problemi relativi alle gravi difficoltà dei pronto soccorso di Acireale e Paternò: i due punti sono sempre super affollati e ciò mette a repentaglio non solo la salute dei cittadini ma anche l’incolumità di tutti gli operatori che quotidianamente sono in prima linea.

I due esponenti sindacali della Uil FPL fanno altresì notare come ancora non si sappia nulla del punto nascita di Bronte, dopo la paventata apertura; come ci sia la mancanza di pronta disponibilità per i pediatri presso l’ospedale di Paternò dopo la chiusura dell’unità operativa di pediatria e la soppressione del p.i.p. (punto di intervento pediatrico).

Altro problema riguarda la reperibilità dei chirurghi del presidio ospedaliero di Paternò presso l’ospedale di Biancavilla: qui non esiste la degenza dell’unità operativa di chirurgia e quindi si è costretti a operare a Paternò che viene sovraccaricato, considerando le varie urgenze di chirurgia e che contrattualmente i medici non possono superare le 10 reperibilità mensili.

“Infine – dicono Lopis e Palumbo – non possiamo non citare le lunghe liste di attesa per gli esami radiologici come la risonanza magnetica; il depotenziamento del laboratorio analisi dell’ospedale di Paternò, nonostante questo sia tra i primi dell’ASP; la mancata corresponsione delle somme arretrare ai lavoratori relativi agli anni 2011, 2012 e 2013; il pagamento degli arretrati dei fondi TUR dal 2010 a oggi (in atto ci sono denunce da parte dei lavoratori per cercare di ottenere le somme spettanti); e per ultimo la mancata deliberazione del regolamento delle fasce economiche nonostante l’accordo siglato in delegazione il 23 dicembre 2015 e che interessa 2.000 lavoratori”.

Se a questo si aggiunge la pessima condizione delle guardie mediche a Catania e provincia si chiude il cerchio. 

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA