Clandestini

Arrivati 700 profughi sulle coste ragusane: in manette gli scafisti

immigrati
21 set 2015 - 10:58

RAGUSA - Erano da poco passate le otto del mattino, ieri, quando la polizia di Pozzallo ha ricevuto l’allarme. Ancora uomini in mare e in pericolo di vita, 700 persone per la precisione, che, proveniendo dalla Libia e dall’Egitto, si sono imbarcati a bordo di veri e propri mezzi di fortuna per raggiungere la “salvezza”, passando per le coste siciliane.

La storia, in fondo, è sempre la stessa. Un “gioco al massacro” organizzato da uomini che puntano solo ad arricchirsi, sfruttando la disperazione altrui. Guadagnare tanti soldi, infatti, era l’unico obiettivo degli scafisti Sonco Anso e Buba Demba, i senegalesi che sono stati arrestati per avere trasportato uomini e donne, tra cui anche 50 minorenni, verso “una vita migliore”.

Per scappare da miseria e guerra, i migranti, sono sempre più disposti a rischiare, anche mettendosi in situazioni nelle quali si hanno le stesse probabilità di “vincita” della roulette russa; ma qui non si tratta di svago, qui parliamo di vite umane,

Protagonista dei salvataggi ieri è stata la nave Vega della marina militare, che già alle 12 del mattino aveva soccorso una delle due imbarcazioni clandestine, mettendo in salvo tutti i “passeggeri”. Solo un’ora dopo anche la nave Siem è salpata al porto di Pozzallo portando sulla terra ferma altri migranti.

Si è trattato di una giornata molto impegnativa per gli uomini della polizia che hanno immediatamente provveduto non soltanto al soccorso di queste persone, grazie all’ottimo coordinamento delle risorse specializzate a sostenere le esigenze per lo sbarco ma anche per le operazioni di preidentificazione e di fotosegnalamento.

Le indagini per far luce sulla dinamica degli sbarchi sono tutt’ora in corso. Al momento è chiaro che i responsabili dell’ultimo caso fanno parte di un’organizzazione che ha sede in Libia ma non è certo quanti e chi siano gli altri responsabili.

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Vittoria Marletta



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