Giustizia

Dopo 9 anni e 11 mesi udienza per l’omicidio di Salvatore Cottonaro

cottonaro
25 nov 2015 - 17:34

SIRACUSA – Hanno aspettato da nove anni questo giorno; hanno dovuto aspettare troppo per ottenere giustizia. Sono le figlie di Salvatare Cottonaro, Elena e Giulia, che da nove anni chiedono che sia riconosciuta giustizia per la morte assurda del padre. 

Era il 25 gennaio del 2006 quando Salvatore Cottonaro fu freddato dai colpi esplosi dalla pistola del cognato Carmelo Basile, in pieno giorno nel centro di Rosolini. Una banale discussione per futili motivi degenerata in tragedia. Da quel momento per Elena e Giulia, che all’epoca dei fatti avevano 20 e 14 anni, inizia un iter giudiziario lunghissimo. 

Dopo aver svuotato un intero caricatore sul corpo ormai senza vita del cognato, alle nove del mattino vicino alla piazza di Rosolini, Carmelo Basile fu condotto in caserma; ma in carcere non trascorre molto tempo, infatti, per la Procura di Ragusa non fu omicidio volontario ma un eccesso colposo di legittima difesa. Il tribunale di Avola addirittura lo assolve nel 2011 perché il fatto non costituisce reato. 

La sentenza è stata impugnata dalla Procura generale di Catania e la terza Corte d’appello etnea, il 5 aprile 2013, ha annullato la decisione del Tribunale di Avola e riqualificato l’accusa in omicidio volontario. Il processo non si è celebrato davanti alla Corte d’assise di Siracusa per la richiesta dei difensori dell’imputato di accedere al rito abbreviato.

La prima udienza davanti al Gup di Siracusa – ricorda il legale delle sorelle Cottonaro, l’avvocato Giuseppe Liperaera stata fissata per il 2 luglio del 2014. Da allora è stata rinviata altre tre volte. Adesso c’è una quinta data: il 27 novembre del 2015″.

Mancano solo due giorni per un’udienza tanto attesa: le sorelle Cottonaro, costituitesi parte civile nel processo,e l’avv. Giuseppe Lipera, auspicano che dopodomani si possa concludere questo loro doloroso calvario quanto meno con una sentenza di primo grado e ricordano che “dal giorno della tragedia che ci ha sconvolto l’esistenza, avendoci privato di nostro padre, ad oggi sono trascorsi 9 anni e undici mesi”.

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Viviana Mannoia



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