Operazione

Arrestati tre uomini di “Zanna”: rinvenuti nel casolare un fucile rubato e numerose munizioni

carabinieri
18 nov 2016 - 12:48

BARCELLONA POZZO DI GOTTO - A pochi giorni dall’arresto di Zanmir DAJCAJ, rintracciato a Terme Vigliatore e chiamato a scontare 12 anni di reclusione per associazione mafiosa, gli sviluppi investigativi connessi hanno consentito ai carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto di conseguire un ulteriore importante risultato.

Nella mattinata di ieri, infatti, i militari della Compagnia di Barcellona Pozzo di gotto hanno arresto altri 3 pregiudicati e hanno denunciato a piede libero un quarto soggetto, minorenne, per detenzione e porto illegale di arma e munizionamento, nonché ricettazione in concorso. L’operazione arriva a pochi giorni dall’arresto di “Zanna” ed è strettamente connessa con il suo arresto. I carabinieri del Nucleo Operativo di Barcellona Pozzo di Gotto infatti, dopo l’arresto del 43enne albanese, ritenuto elemento di spicco dell’ala mazzarrota della famiglia mafiosa barcellonese e già condannato a 12 anni per associazione mafiosa nell’ambito del processo Gotha – Pozzo II, hanno continuato a monitorare con attenzione il casolare abusivo di contrada “case bruciate”, ritenendo che il rifugio, ben occultato da sguardi indiscreti poiché recintato con alte protezioni oscuranti, non era soltanto il nascondiglio dell’albanese per dimorare a Terme Vigliatore in violazione della misura cautelare, ma anche un punto di ritrovo impiegato per la gestione di attività illecite.

E in effetti, dopo vari giorni di monitoraggio, alle prime luci dell’alba di ieri, i militari hanno notato la presenza di 4 soggetti, giunti a bordo di un autocarro, che, una volta entrati nel vivaio abusivo di Zanna, hanno tentato di interrare un voluminoso involucro in plastica. Immediatamente i militari, apostati nelle vicinanze,  hanno proceduto all’irruzione bloccando i quattro soggetti prima che potessero fuggire. Nell’ingombrante busta che stava per essere interrata, i militari hanno rinvenuto un fucile da caccia cal. 12, perfettamente funzionante e di ottima fattura, nonché un ingente quantitativo di munizioni che erano custodite in bocce di vetro opportunamente sigillate, forse per resistere all’umidità del terreno. I successivi riscontri condotti nell’immediatezza hanno permesso di accertare che il fucile era stato rubato in abitazione di Barcellona pozzo di gotto nel gennaio 2016. Sarà ora compito dei tecnici del R.I.S. di Messina stabilire se l’arma è già stata adoperata per commettere reati o fatti di sangue. Di sicuro il fucile e il munizionamento era pronti per essere nascosti, magari nei lunghi filari di agrumi che impedivano la vista del rifugio costruito dall’albanese. I Carabinieri hanno quindi proceduto al sequestro di tutta l’area, circa 3500 metri quadrati, recintati da alte palizzate e teli ombreggianti, oltre al fabbricato abusivo che era stato ricavato all’interno. Nei prossimi giorni saranno effettuate verifiche catastali finalizzate ad accertare la reale proprietà dei terreni utilizzati da “Zanna”  per il “vivaio” abusivo.

A finire in manette 3 uomini legati a “Zanna”: Giuseppe Trifirò, 20 anni; Tindaro Campanino, 26 anni; Bartolo Costantino, 31 anni.

Gli arrestati, come disposto dal Sost. Proc. Matteo De Micheli, della Procura di Barcellona p.g., sono stati associati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida degli arresti.

La complessa operazione che ha portato prima all’arresto dell’albanese e, a stretto giro, di altri 3 soggetti ad esso collegato, conferma l’attenzione della Compagnia di Barcellona pozzo di gotto sul fenomeno mafioso, anche nell’area di Terme Vigliatore, soprattutto nel comparto florovivaistico, ambito imprenditoriale che, come nota, da sempre stuzzica gli appetiti della mafia locale.

Redazione NewSicilia



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