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Armi e “coca” a Ragusa: maxi operazione antidroga, 21 arresti. IL VIDEO

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25 ott 2016 - 07:13

RAGUSA – Alle prime luci dell’alba di oggi, i carabinieri di Ragusa hanno dato esecuzione a 21 ordinanze di custodia cautelare, di cui 16 in carcere e 5 ai domiciliari, a carico di pregiudicati italiani ed albanesi tutti appartenenti ad un sodalizio dedito allo smercio di droga nel territorio della provincia iblea.

L’attività di indagine, iniziata nell’ottobre 2015, è il prosieguo dell’omonima operazione denominata “Kamarina Drugs”, che nel dicembre 2015 ha portato all’arresto di 14 spacciatori che svolgevano la loro attività illecita nei pressi dei luoghi maggiormente frequentati dai giovani lungo la costa marittima ragusana. Proprio a partire da quella prima attività sono state approfondite le posizioni ed i ruoli di alcune persone operanti nel giro della droga ed è emersa una fitta rete di spacciatori. Il gruppo si riuniva a S. Croce Camerina, Vittoria, Scoglitti e Comiso.

Gli arrestati sono 12 albanesi e 9 italiani. In carcere finiranno:  Mirjan Ajdini (29enne albanese, disoccupato, pregiudicato), Donato Ballarò (29enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), Mirko Ballarò (32enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), Gianfranco Casano (27enne vittoriese, bracciante agricolo, pregiudicato), Lorenc Daiu (38enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), Ferit Hoxholli (35enne albanese, operaio, pregiudicato), Hajdar Kaja (31enne albanese, commerciante, incensurato), Elton Laraku (30enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), Kujtim Malka (38enne albanese, operaio, incensurato), Francesco Oro (35enne santacrocese, bracciante agricolo, incensurato), Elis Rustami (30enne albanese, imprenditore agricolo, pregiudicato), Erjon Seferi (35enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), Davide Spatola (35enne vittoriese, operaio, pregiudicato), Adenis Tosku (34enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), Dashnor Tosku (38enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), Antonino Zisa (38enne santacrocese, imprenditore agricolo, pregiudicato).

Ai domiciliari, invece, sono finiti: Michele Maurizio Zago (35enne ragusano, imprenditore, pregiudicato), Klodian Kmberaj (37enne albanese, bracciante agricolo, pregiudicato), Jessica Kaftiranj (22enne albanese, disoccupata, pregiudicata), Antonino Di Modica (34enne vittoriese, imprenditore agricolo, pregiudicato), Giuseppe Burrometo (40enne ragusano, imprenditore agricolo, pregiudicato).

Durante l’attività di indagine, conclusasi nel giugno 2016, i servizi di osservazione controllo e pedinamento, riscontri sul campo ed intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di arrestare in flagranza del reato di spaccio ben 8 spacciatori, sequestrare circa un chilogrammo di sostanze stupefacenti, tra cocaina ed hashish, e segnalare alla prefettura 15 assuntori.

Sin da subito, nell’indagine è emerso che Mirjan Ajdini, chiamato anche Arjan o “Emiliano”, rappresentasse il vero e proprio punto di riferimento di spacciatori ed assuntori di sostanze stupefacenti del tipo cocaina a S. Croce Camerina, Vittoria, Scoglitti e Comiso. Lo stesso veniva coadiuvato nell’attività di spaccio, che svolgeva prevalentemente nella sua abitazione, dall’amico italiano Francesco Oro, già emerso nei contatti degli indagati della “Kamarina drugs”. I due ricevevano gli assuntori o piccoli spacciatori in una villetta a Punta Braccetto, dimora di Ajdini, dove nascondevano lo stupefacente in barattoli di vetro occultati nei cespugli del vialetto adiacente. Mentre Ajdini intratteneva gli ospiti concordando quantità e costo della cessione, Oro usciva a recuperare la “merce” necessaria allo scambio. Nel corso dell’attività sono stati effettuati sequestri della cocaina occultata all’esterno dell’abitazione e arresti degli acquirenti, a loro volta spacciatori, che uscivano dalla casa. 

L’attività d’indagine è stata complessa ed ha richiesto particolare dedizione a causa del fatto che gli indagati erano molto guardinghi e mettevano in atto varie strategie al fine di eludere o passare indenni dai controlli di polizia. In un caso, nel corso di un controllo ad un indagato, i militari hanno trovato una cospicuo quantitativo di cocaina e 9 mila euro in contanti, provento dell’attività di spaccio, ben occultati in un’intercapedine ricavata nel cruscotto dell’autovettura, reso amovibile in maniera da essere utilizzato facilmente come nascondiglio per la droga e per il denaro ricavato dall’attività illecita.

In altri casi, attraverso un sistema di “vedette”, che consentisse un’adeguata copertura, lo spaccio avveniva sulla spiaggia, dove qualsiasi intervento delle forze di polizia poteva essere compromesso o ritardato dalle condizioni ambientali. Tuttavia anche tale difficoltà è stata superata dagli investigatori, che, improvvisandosi bagnanti, hanno proceduto all’arresto di uno spacciatore in flagranza, dopo che costui aveva venduto alcuni grammi di hashish a due turisti.

A margine, ma non per importanza, è inoltre emerso dall’attività che alcuni degli indagati avessero delle armi. La circostanza, oltre che dalle conversazioni telefoniche è stata confermata dai servizi di pedinamento ed osservazione che hanno consentito di localizzare il punto di occultamento proprio nell’area serricola a ridosso della Riserva Naturale di Randello.

Tale risultanza investigativa è stata riscontrata quando Spatola, buttafuori nei locali ragusani, e, a suo dire, esperto di armi ha risolto un malfunzionamento della pistola di Ajdini, procedendo alla sostituzione di alcuni pezzi della stessa e successivamente, fermato e sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso delle parti dell’arma da fuoco.

Pertanto, a Ajdini, Tosku, e Spatola viene contestato il reato di detenzione e porto illegale di armi. Nel corso delle perquisizioni è stata sequestrata la somma contante di quasi 26 mila euro e vario materiale per confezionamento dello stupefacente.

Redazione NewSicilia



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