Il Caso

Antenna Sicilia: l’azienda dice no alla proposta dei dipendenti

Caso Antenna Sicilia Incontro Sige Sindacati assessore Bruno Caruso
16 ott 2015 - 13:14

CATANIA - Adesso sembra davvero finita. Le speranze dei 16 dipendenti di Antenna Sicilia si sono (quasi) esaurite questa mattina. Dall’incontro tra la SIGE da una parte, Assostampa e sindacati dall’altra non ha portato a nulla.

Sotto l’occhio dell’assessore al Lavoro della Regione Bruno Caruso, verso le ore 10, è iniziato il contenzioso per trovare la soluzione che accontentasse tutti i coinvolti. Un dibattito durato ore, ma che ha avuto l’epilogo più triste per i dipendenti dell’emittente: l’azienda non ha intenzione di spostarsi rispetto alla propria posizione, cioè chiudere i battenti, almeno per quanto riguarda l’informazione. La causa è attribuibile alla crisi economica.

Ma possibile che una rete affermata sul territorio possa crollare così? Lo stesso canale che dal 1979 ha offerto un servizio importantissimo ai cittadini siciliani? Eppure, ad oggi, sembra essere così, nonostante i dipendenti abbiano cercato in tutti i modi di evitare il peggio.

Inutile, però, la loro proposta di acquisire una parte della società pur di continuare a lavorare. La richiesta verteva essenzialmente su due punti: comprare una parte della società, e c’erano già i fondi, ma avere un tecnico che conoscesse la “macchina” a disposizione. Persino i sindacati erano disposti a pagare la figura professionale richiesta.

Alla fine, però, l’offerta è stata declinata e, adesso, l’esito finale della diatriba sembra essere segnato, così come afferma l’avvocato Ugo Costanzo, difensore dei dipendenti: “La posizione dell’azienda  mostra un’evidente esistenza di un retro pensiero. Adesso si prospetta il licenziamento. Ma penso che agiremo per vie legali per comportamento anti sindacale”.

Infervorato anche il rappresentante di Assostampa Luigi Ronsisvalle: “Il nostro obiettivo è tutelare i giornalisti. C’è tanta gente che svolge questo mestiere senza rispettare le regole. Loro hanno garantito il servizio anche in questi mesi senza percepire neanche un euro. E non è normale che adesso si debba offrire un prodotto di serie “Z”. Sarebbero disposti ad acquistarlo per 120 mila euro”.

A questo punto non resta che attendere gli ultimi esiti, che sembrano ormai essere scontati. Ma come cambierà il volto dell’informazione siciliana? E quale sarà il futuro per i 16 dipendenti che hanno cercato in tutti i modi di difendere la categoria e il loro lavoro? 

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Andrea Lo Giudice



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