Ricorso

Anomalie nel concorso dell’Agenzia dell’Entrate, riammessi 25 ricorrenti

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13 lug 2015 - 15:48

PALERMO – Ne escono vincitrici le venticinque persone che avevano presentato ricorso per delle irregolarità riguardanti il concorso per 140 funzionari tecnici dell’Agenzia dell’Entrate,  sostenuti dall’avvocato Francesco Leone.

Il concorso, nel dicembre 2014, prevedeva lo svolgimento di quattro prove: la prima fase vedeva lo svolgimento di quiz di logica, la seconda incentrata su domande tecnico professionali, la terza fase riguardava il compimento del tirocinio in una sede dell’Agenzia dell’Entrate mentre l’ultima parte prevedeva un’interrogazione orale. 

Le prime anomalie sono state scoperte durante la lettura del bando in cui l’Agenzia dell’Entrate decide di non appoggiarsi al Testo Unico sui Concorsi Pubblici, dettando così delle regole proprie. 

Le risposte esatte richieste per superare la prima fase erano 24 su 30 riferite però soltanto ai primi 500 in graduatoria, diversamente accade secondo il Testo Unico in cui le risposte esatte richieste sono 21 su 30 e riguardano tutti coloro che hanno ottenuto il punteggio. 

La seconda anomalia, invece, è stata riscontrata durante lo svolgimento della prima prova a dicembre in cui venivano consegnati due fogli, uno in cui erano presenti le domande e una griglia su cui rispondere. 

Una volta finita la prova le risposte venivano consegnate manualmente al personale presente, senza essere inserite dentro una busta personale, firmata e sigillata. 

Appena conclusa la prima prova i 25 ricorrenti, sostenuti dall’avvocato Leone, hanno presentato un primo ricorso al Tar del Lazio, dal quale è stato rigettato, per presentarlo in un secondo momento al Consiglio di Stato che nell’ordinanza ha dichiarato: “Ad un primo esame proprio dell’odierna fase del giudizio, il ricorso risulta assistito da sufficiente fumus con specifico riguardo al primo mezzo di censura, così come peraltro già osservato dalla Sezione con l’ordinanza n. 1394/2015, resa su fattispecie del tutto sovrapponibile in punto di diritto e nella specie sussiste il pregiudizio grave ed irreparabile allegato dai ricorrenti, in quanto non ammessi alle successive fasi concorsuali”. 

Questa sentenza permetterà a tutti e venticinque di essere riammessi al concorso, potendo espletare le rimanenti prove, anche se il concorso stesso è già giunto alla fase finale.

Lo stesso avvocato Leone una volta appresa la notizia ha dichiarato: “La pronuncia del Consiglio di Stato conferma l’importanza di garantire procedure selettive chiare e trasparenti. Siamo certi che l’Agenzia delle Entrate modificherà in futuro le regole dei propri concorsi e si allineerà  a quanto stabilito. Oggi per la selezione dei 140 Funzionari tecnici e, solo la settimana scorsa, per la selezione degli 892 Funzionari giuridico-tributari”.

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Francesca Guglielmino



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