Giustizia

Andrea Nizza: i provvedimenti e la carriera criminale dell’ex boss latitante

Andrea Nizza, 31 anni
Andrea Nizza, 31 anni
16 gen 2017 - 12:32

CATANIA - Latitante per non dover scontare i 56 anni di carcere che la sua carriera criminale gli aveva “fruttato”. 

Una fuga durata poco più di due anni quella del boss mafioso Andrea Luca Nizza, 31 anni. La sua latitanza, infatti, era iniziata in seguito alla condanna in abbreviato nell’ambito del procedimento “Fiori Bianchi“, quando si era sottratto al provvedimento restrittivo contestualmente emesso dal giudice dell’udienza preliminare.

Nel corso della sua latitanza, nei confronti di Nizza erano stati emessi ulteriori provvedimenti cautelari e sentenze di condanna, nessuna delle quali ancora divenuta definitiva:

  • L’11 dicembre del 2014 gli viene inflitta una condanna a sei anni e otto mesi di reclusione, confermata in appello;
  • Il 12 gennaio 2015, è stato raggiunto da un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea poiché ritenuto, insieme ad altri, responsabile di associazione di tipo mafioso, estorsione ed usura aggravata ai danni di un imprenditore di Mascalucia;
  • il 22 giugno 2015 è stato emesso nei suoi confronti un ulteriore provvedimento restrittivo con cui veniva ritenuto responsabile, in concorso con altri, di omicidio, occultamento di cadavere, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e condannato a 30 anni di carcere; sono state le dichiarazioni del fratello Fabrizio, collaboratore di giustizia, a incastrarlo nel 2014 per l’uccisione di Lorenzo Saitta, detto “u scheletro“, avvenuto nel 2006;
  • per ultimo, un ulteriore provvedimento restrittivo nei confronti della famiglia di Cosa Nostra catanese e del gruppo Nizza è stato eseguito il 6 luglio 2016 nel corso dell’operazione “Carthago” che ha portato alla sbarra 35 persone per i reati di associazione mafiosa, armi e traffico di stupefacenti, ritenute appartenenti al gruppo dei Nizza della famiglia Santapaola, capeggiato proprio da Andrea; l’esecuzione dell’ordinanza ha riguardato l’intero quartiere di Librino posto nella periferia sud della città, eletto dal clan Nizza centro di distribuzione di stupefacenti di vario tipo ed in particolare di hashish, marijuana e cocaina.

L’operazione prese il via in seguito alla scoperta di un maxi arsenale, composto da oltre 50 armi tra kalashnikov, pistole e fucili, effettuata dai carabinieri  grazie alle prime dichiarazioni del collaboratore di giustizia Davide Seminara, uomo di fiducia di Andrea Nizza. 

Le ulteriori dichiarazioni di recenti collaboratori di giustizia, riscontrate da attività di indagine tecnica e tradizionale, hanno consentito di ricostruire le attività e l’organigramma del sodalizio mafioso dei Nizza, e fare piena luce su uno dei gruppi più agguerriti ed organizzati del panorama criminale catanese.

Le investigazioni hanno documentato come il gruppo mafioso, operante nella zona di Librino, San Cristoforo e San Giovanni Galermo avesse acquisito un peso determinante nelle dinamiche mafiose all’interno del clan Santapaola: grazie ai cospicui profitti derivanti dall’attività di spaccio, era in grado di reclutare e retribuire centinaia di affiliati e di acquistare ingenti quantitativi di stupefacenti da immettere sul mercato catanese garantendosi rilevanti flussi di denaro in contanti, prontamente riutilizzati per investimenti economici, finanziari e per il sostentamento degli affiliati già detenuti e al mantenimento degli associati al pari di una vera e propria retribuzione.

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Redazione NewSicilia



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