Trasparenza

ANCE: forze e debolezze del nuovo decreto legge sugli appalti publici

Convegno decreto legge appalti pubblici Ance Architetti Ingegneri e Costruttori
Da sinistra: Santi Cascone, Nicola Colombrita, Andrea Scuderi, Giuseppe Scannella, Luigi Bosco.
25 lug 2015 - 19:36

CATANIA - È ancora in fase di progettazione il nuovo decreto legislativo sugli appalti pubblici, ma le categorie professionali che sono interessate alle modifiche stanno studiando già da tempo quali potrebbero essere i suoi effetti.

Oggi, in occasione del convegno volto all’analisi dell’attuazione della nuova legge (probabilmente in vigore entro marzo 2016), architetti, ingegneri e costruttori si sono confrontati ottenendo un giudizio positivo. Come espresso del presidente dei costruttori catanesi, Nicola Colombrita: “Attraverso la nuova legge si punterà ad avere una maggiore trasparenza, evitando la corruzione”. Tuttavia, afferma Colombrita, ci sono dei punti deboli, specialmente per quanto riguarda l’aspetto dei subappalti.

Per il resto, il giudizio rimane ampiamente positivo, anche per la categoria degli ingegneri, rappresentata da Santi Maria Cassone: “In questo modo si darebbe spazio anche alle ditte più piccole. Al momento, infatti, il mercato si può definire di nicchia, considerando che ai liberi professionisti resta solo l’1,4% del mercato su cui poter operare”.

Infine, l’opinione del presidente degli architetti Giuseppe Scannella è favorevole a buona parte delle modifiche, anche perché rafforzerebbero i controlli anticorruzione: “I governi che abbiamo avuto fino ad ora non hanno applicato a dovere le regole, impedendo a molti professionisti di entrare nel mercato delle opere pubbliche. Con la nuove legge si favorirebbe la progettazione e si accorcerebbero i tempi di costruzione. Non ci si può basare solo sul prezzo fatto nelle gare d’appalto, ma anche sulla qualità”.

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Andrea Lo Giudice



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