Preoccupazione

Amt Catania: continua la profonda crisi di liquidità

Amt catania autobus
30 mar 2016 - 06:19

CATANIA - Non sono per niente giorni facili per l’ AMT Catania s.p.a., l’azienda metropolitana catanese di trasporto pubblico in grave crisi di liquidità.

Proprio nell’ultimo periodo infatti la più importante azienda di trasporto urbano della città etnea è stata raggiunta da un decreto ingiuntivo di un milione e duecentomila euro per servizi non pagati alla Colocoop (un’azienda di pulizie che ha recriminato il mancato pagamento dei servizi dal 2013 al 2015).

La situazione economica della società è già abbastanza instabile da qualche anno. Proprio per questo motivo già da qualche mese la Regione ha costretto i vertici a diminuire le corse degli autobus e a non corrispondere la cessione del quinto dello stipendio.

La preoccupazione più grande riguarda i dipendenti neo assunti che, se non si dovessero trovare altre soluzioni, potrebbero addirittura essere licenziati. Si tratta di una ipotesi lontana ma non esclusa, che dà comunque la misura della crisi di liquidità in cui versa una delle aziende più importanti della città.

È stata proprio questa incertezza sulla propria posizione all’interno dell’azienda che aveva portato i dipendenti, lo scorso 18 Marzo, ad uno sciopero di quattro ore, organizzato dalle sigle sindacali provinciali Filt – CGIL, Fit – CISL, UIL Trasporti, Faisa – CISAL e UGL Trasporti, che ha causato non pochi didagi ai cittadini catanesi.

Il presidente dell’Amt Catania s.p.a. Carlo Lungaro, nei giorni scorsi, ha respinto qualsiasi ipotesi di fallimento: “Non sono per niente preoccupato – ha affermato – anzi sono fiducioso per il grande lavoro che l’assessore regionale Pistorio ed il sindaco Bianco stanno portando avanti per arrivare ad una conciliazione”.

Nonostante tutto comunque resta la profonda crisi di liquidità che attanaglia questa azienda e la sta costringendo a tagli nelle corse portando gli autobus a circolare a regimi ridotti con un incremento  vertiginoso di disagi ed estenuanti attese per i cittadini catanesi.

Carlo Marino



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