Trasporti

AMT: solo 29 autobus in servizio. Minimo storico, proteste e disagi

Linea D amt
5 ago 2016 - 18:25

CATANIA - La precaria e sempre più instabile situazione dell’Azienda Metropolitana Trasporti ha oggi toccato il suo livello più basso. 

Le segreterie provinciali di  FILT CGIL e FIT CISL hanno denunciato l’odierno collasso del servizio pubblico catanese. Solo 29 autobus in circolazione su tutto il territorio cittadino: il minimo storico delle vetture in servizio. Con conseguenti pesanti disagi per la mobilità dei cittadini catanesi.

Per i segretari generali provinciali Alessandro Grasso (Filt Cgil) e Mauro Torrisi (Fit Cisl) “si è arrivati a un vero e proprio collasso del servizio di trasporto pubblico a Catania. Le cause sono molte: vetture poco efficienti e vetuste, mancanza di pezzi di ricambio, mancanza di una strategia per il rilancio dell’azienda stessa, cattiva gestione e malessere dei lavoratori“. I sindacati invocano, quindi, l’intervento immediato del sindaco di Catania, anche con scelte drastiche, per rilanciare l’azienda.

La condizione del trasporto pubblico catanese è ormai allo stremo e sotto gli occhi di tutti: i dipendenti devono fare quotidianamente i conti con la precarietà e l’incertezza sul loro futuro lavorativo, con ripercussioni pratiche sulla comunità locale che potrebbe, da un momento all’altro, ritrovarsi senza la possibilità di muoversi attraverso i mezzi pubblici. I dipendenti denunciano la mancanza di un valido piano anti evasione e avanzano, attraverso la Segreteria Provinciale della Federazione Autonoma Italiana Sindacale Autoferrotranvieri (FAISA CISAL), la richiesta al Prefetto di Catania dell‘istituzione di un tavolo tecnico di confronto istituzionale che veda coinvolti Comune, Regione e Sindacati, per scongiurare il fallimento dell’AMT, Società per Azioni dal 2011, il cui Socio Unico è il Comune di Catania.

I sindacati autonomi chiedono che siano chiarite e individuate le responsabilità degli attuali amministratori, stabilendo anche un piano di risanamento credibile e sostenibile per evitare che certi episodi si ripetano anche in futuro. Magari attraverso l’attuazione di un piano industriale quinquennale che porti alla “revisione” straordinaria dell’azienda e al graduale ritorno a regime su adeguati standard di efficienza ed efficacia dei servizi. Andrebbero anche elaborati e attuati il Piano Urbano del Traffico (PUT), il Piano Urbano della Mobilità (PUM) e  un piano integrato di trasporti pubblici.

Quali che siano le soluzioni che si intenderanno prendere in esame per il futuro dell’azienda di trasporti, occorre fare in fretta. I cittadini non riescono a convivere oltre con una situazione di incertezza che rischia di avere ripercussioni pratiche anche gravi. Come quelle espresse da una lettrice che denuncia: “Oggi parecchi cittadini, nonostante non sia stato dichiarato alcuno sciopero, si sono ritrovati senza mezzi pubblici di trasporto. Chi non ha la macchina deve comunque lavorare. Ma come fa a rispettare gli orari di lavoro se non ci sono mezzi pubblici di trasporto e senza il dovuto preavviso?“.

Aurora Circià



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