Protesta

Almaviva conferma i trasferimenti, Vella: “lavoratori destinati al licenziamento”

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3 nov 2016 - 14:12

PALERMO - Poco meno di una settimana e per 154 lavoratori Almaviva Contact Palermo sarà il momento di fare le valigie.

L’8 novembre, infatti, è previsto il trasferimento di oltre 150 operatori su 398 da Palermo a Rende, in provincia di Cosenza.

“Gli operatori dovranno essere presenti in servizio alle ore 12,00 dell’8 novembre a pena di licenziamento – spiega Rosalba Vella, Rsu di Almaviva -. Abbiamo fatto immediatamente una richiesta di incontro al viceministro Bellanova, il quale ha chiesto all’azienda di darci circa 15 giorni di tempo per convocare un tavolo tecnico che ci consenta di fare il punto della situazione e trovare le giuste soluzioni. L’azienda, in totale contrasto con quanto chiesto dal viceministro, già tre giorni fa aveva informato le Rsu di voler procedere ai trasferimenti e ieri mattina i lavoratori hanno ricevuto un messaggio sul proprio cellulare con il quale si invitava ad aprire la posta elettronica dell’azienda e leggere la comunicazione”.

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“La comunicazione importante – chiarisce Vella – altro non era che la comunicazione del decorso del termine per il trasferimento e che l’8 novembre ci si sarebbe dovuti presentare nella nuova sede di Rende, in Calabria”.

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Dunque, il trasferimento che era stato sospeso “ai soli fini di agevolare l’espletamento del negoziato”, non solo ha ripreso la sua corsa, ma sta per concludersi nel peggiore dei modi: con il licenziamento in tronco di quanti non avranno la possibilità di fare i bagagli e andar via.

“Per incentivare e sostenere il trasferimento l’azienda offre 500 euro per famiglia con una ‘piccola’ avvertenza: se ti opponi e impugni il trasferimento perdi il beneficio, quindi niente soldi”.

“Ci vengono a raccontare la storia che non si possono trasferire le chiamate e che sia necessario il trasferimento fisico degli operatori – ci spiega l’esponente sindacale – quando io stessa per anni ho lavorato al servizio Alitalia Usa e ricevevo chiamate dall’America con oltre 6 ore di fuso orario”.

Quale, dunque, il destino dei lavoratori?

“Solo una piccolissima percentuale di operatori, con il sostegno delle famiglie si trasferirà e comincerà questa nuova avventura - conclude Vella -. Chi non ha questa possibilità è destinato al licenziamento”.

Foto: LaSicilia.it

Marco Bua



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