Sicurezza

Allarme Anaao su attacchi ai medici: “Sono aggressioni di stampo mafioso”

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7 gen 2017 - 19:02

CATANIA - L’assessore regionale alla salute Gucciardi e il senatore Faraone, domani – domenica 8 gennaio ore 16.00 – saranno all’OVE per un incontro tecnico con le parti coinvolte nella recente preoccupante escalation di aggressioni ai medici nelle strutture ospedaliere.

L’Anaao Sicilia, il sindacato dei medici che per primo ha lanciato l’allarme sul recente caso di aggressione al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele, continua a rimanere basito sul mancato intervento delle istituzioni:

“Rimaniamo fortemente perplessi di fronte alle iniziative poste in essere dalle Istituzioni delegate a garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori, a seguito dell’aggressione di un dirigente medico, al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele di Catania (avvenuta sette giorni fa). Siamo stati dell’idea – e le immagini trasmesse dalle telecamere di sicurezza lo confermano – che si sia trattato di un agguato di stampo mafioso, volto ad affermare la supremazia di bande di delinquenti sul rispetto della legalità, in uno dei terreni più sensibili dal punto di vista dei beni costituzionalmente garantiti. Non riteniamo infatti, che l’ospedale come istituzione, sia inferiore di fronte allo Stato e alla pubblica opinione, di una caserma o di un palazzo di giustizia! Ci saremmo aspettati quindi che, come in occasioni di altri accadimenti simili rivolti spesso a obiettivi non istituzionali, sarebbe stato convocato immediatamente il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Ciò non è avvenuto e ci sono parse flebili le voci volte a difendere e tutelare la sicurezza fisica e la professionalità di un medico (ma avrebbe potuto essere qualunque operatore). Non solo, ma più o meno larvatamente è stato consigliato al medico, di non farsi più vedere per qualche tempo al Vittorio Emanuele, anzi se possibile di cambiare aria e spostarsi in altra città. Questo non è assolutamente tollerabile! L’assalto dell’1 gennaio scorso è stato di stampo mafioso e ci aspettiamo anche un intervento della commissione antimafia regionale. Perché è di tutta evidenza che le cause e le modalità dell’agguato al dirigente medico di P.S., fanno ipotizzare che intorno a questa struttura vi siano, da parte della malavita organizzata, tentativi di condizionarne la funzionalità per loschi fini. Altrettanto fragoroso è il silenzio del presidente della Regione”. 

“Non basta caro assessore – dice Pietro Pata, segretario regionale Anaao Assomed Sicilia – aver assegnato, il 4 gennaio scorso, ai direttori generali, quale obiettivo principale per la successiva valutazione al 30 giugno 2017, il miglioramento dell’attività dei Pronto Soccorso delle aziende ed enti del servizio regionale. Ridurre i tempi di attesa in poltrona o in barella, presuppone una politica seria che parte dal territorio (autentico deserto), passa per l’attivazione delle osservazioni brevi con personale adeguato e incide fortemente sugli anomali accessi alla ‘ospedalizzazione’ attraverso liste multiple (vedi inchieste giudiziarie in molte aziende ospedaliere dell’Isola). Dal momento che ci sarà anche il sottosegretario Davide Faraone – conclude Pata – sarà l’occasione per evidenziare quanto danno abbia fatto il ritardo con cui la Rete dell’emergenza in Sicilia sarà decretata.
Per l’Anaao-Assomed è troppo quello che sta accadendo. Se la mafia impone le sue regole alla sanità e non si attivano gli anticorpi per difendersi, siamo veramente alla fine”.

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Redazione NewSicilia



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