Ambiente

Allarme amianto, “Servono politiche regionali adeguate e incentivi ai cittadini”

smaltimento-amianto
22 mar 2016 - 06:00

“Non è allarmante avere sulla propria testa una tettoia di cemento-amianto non degradato, lo è molto di più dover constatare l’assenza di un’adeguata politica regionale in tema di smaltimento”.

Con queste parole, l’ex presidente di Legambiente Sicilia, responsabile nazionale per l’urbanistica e per le politiche nel Mezzogiorno d’Italia, nonché assessore all’Ambiente della città di Agrigento, Domenico Fontana, denuncia l’immobilismo della Regione siciliana su un tema delicatissimo e che ancora non ha trovato misure risolutive.

“Il problema principale dell’amianto – prosegue Fontana – sta nella cattiva informazione che continua a dilagare nell’opinione pubblica. L’amianto rappresenta un rischio per la salute di assoluto rilievo ma ritenere che tutti i manufatti e gli edifici costituiti da cemento-amianto siano altamente pericolosi e che, dunque, debbano essere eliminati è assolutamente fuorviante. Esistono, infatti, delle condizioni di assoluta emergenza che vanno analizzate con assoluta priorità, ma ce ne sono altre dove il problema è stato ingigantito e sopravvalutato creando danni maggiori. Faccio riferimento – chiarisce - alle vecchie aree industriali, alle miniere e a tutti quei luoghi in cui la massiccia presenza di amianto degradato rappresenta un pericolo reale con il quale dover fare i conti e, per converso, a tutti quegli edifici o manufatti dei centri urbani in buono stato di conservazione. Pensare di eliminare manufatti di cemento-amianto non degradato non significa eliminare il problema ma alimentarlo. Distruggendo o frantumando tali manufatti, infatti, non si fa altro che disperdere le fibre d’amianto che fino a quel momento erano state ‘intrappolate’ all’interno del composto”.

Fontana, inoltre, lamenta l’assenza di centri idonei allo smaltimento su tutto il territorio regionale.

“Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che la Sicilia non è dotata di impianti di trattamento si capisce bene quanta poca attenzione sia stata dedicata al problema. Non avendo centri di smaltimento idonei al trattamento dell’amianto – sottolinea Fontana – siamo costretti a smaltire all’estero. Ciò comporta un dispendio economico insostenibile che quasi sempre viene bypassato da uno smaltimento abusivo, a basso costo e ad altissimo rischio”. 

A questo punto è lecito chiedersi quali possano essere le soluzioni e se sia possibile mettere in campo azioni concrete che possano far dormire sonni tranquilli ai siciliani.

Secondo Fontana “serve un’opera di monitoraggio, per quanto possibile, di tutte le aree in cui è presente l’amianto ed è necessario ridurre al minimo il tragitto che unisce il luogo di raccolta dell’amianto da quello del suo smaltimento. Per far questo la Regione dovrebbe dotarsi di apparati idonei allo smaltimento del cemento-amianto, almeno uno per ogni provincia, per consentire al cittadino di agire nella legalità e nella sicurezza. Ritengo, inoltre, che un’altra misura interessante – conclude Fontana - potrebbe essere quella di prevedere incentivi o agevolazioni fiscali nei confronti di coloro che dimostrino di aver provveduto allo smaltimento di cemento-amianto in modo corretto”.

Marco Bua



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