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Agromafia: grave problema siciliano

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21 set 2015 - 17:14

PALERMO - Continua il problema dell’agricoltura in Sicilia sempre più nel mirino della mafia e della delinquenza a causa di furti di prodotti, mezzi agricoli e abigeato.

Coldiretti Sicilia, dopo gli arresti avvenuti a Vittoria (RG) dove al mercato ortofrutticolo venivano imposti agli agricoltori cassette e prodotti per l’imballaggio, ha dichiarato il bisogno di incrementare i controlli che possono contribuire a eliminare il problema.

Il presidente Alessandro Chiarelli e il direttore Prisco Lucio Sorbo, hanno sottolineato: “L’agromafia investe i proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione con il reinvestimento di somme derivate da illeciti che ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Un’attività che spesso avviene anche attraverso frodi con la vendita di prodotti importati e di bassa qualità come Made in Italy. Contrastare il fenomeno nel settore economico più importante dell’Isola, significa riattivare tutti i comparti con una spinta propulsiva verso lo sviluppo e la crescita. Basti pensare che nel 2014 il business mafioso a livello nazionale  ha superato i 15,4 miliardi di euro incrementando la percentuale siciliana che va oltre i 5 miliardi di euro anche a causa della posizione di approdo che rende l’Isola destinataria di importazioni che diventano ‘siciliane’ una volta toccate le coste”.

Infine, concludono così il presidente e il direttore: “Affidarsi ai produttori, acquistare da chi dimostra la tracciabilità di ciò che vende sono comportamenti che garantiscono prima di tutto la salute“.

Sottolineata inoltre l’ottima attività svolta da parte delle forze dell’ordine. 

 

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Rossana Nicolosi



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