Guardia di finanza

Agrigento: sequestro da 50 mila euro ad ex consiglieri comunali

guardia di finanza
17 ott 2016 - 18:28

AGRIGENTO - Stamani, il sostituto Gip Alessandra Vella, su richiesta dei sostituti procuratori Santo Fornasier e Alessandro Macaluso, ha emesso un’ordinanza di sequestro preventivo da 50 mila euro complessivi che è stato prontamente eseguito dai militari della Guardia di Finanza di Agrigento.

“I fatti contestati – come affermato dalla procura di Agrigento – concernono la sussistenza di profili di rilevanza penale in una serie di condotte poste in essere da taluni componenti del disciolto Consiglio comunale di Agrigento. Tali condotte, passate alla ribalta dell’attenzione mediatica nazionale, sono apparse, da subito, ‘distorsive’ delle prerogative e garanzie poste dall’ordinamento giuridico a presidio del corretto espletamento delle funzioni istituzionali proprie dei cosiddetti ‘amministratori locali’. Il gip ha ritenuto sussistenti – aggiungono i magistrati – talune delle prospettazioni accusatorie ed in relazione ad esse ha disposto la misura. Non è stata accolta la richiesta per altre imputazioni. La procura della Repubblica – conclude il comunicato stampa – si riserva di valutare l’ impugnabilità dell’ordinanza nella parte in cui ha rigettato le richieste”.

Il provvedimento di sequestro preventivo, funzionale alla confisca, è stato eseguito nei confronti di tre dei cinque indagati, l’ex consigliere comunale di Agrigento, Alfonso Vassallo, 33 anni di Agrigento; Francesco Giambrone, 62 anni, di Cammarata, presidente Confartigianato – Federazione Provinciale di Agrigento ed Antonino Cicero, 57 anni di Agrigento, altro ex consigliere comunale.

Infatti, Giambrone, e indirettamente anche Vassallo, “ha predisposto simulatamente l’assunzione di Vassallo con la qualifica di segretario provinciale in data successiva all’elezione dello stesso a consigliere presso il Comune di Agrigento nel maggio 2012, con un trattamento retributivo pari ad euro 3.900,00 mensili”, mentre per Antonino Cicero l’accusa è quella di “avere indotto in errore, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, il Dirigente del Settore V – Servizi finanziari del Comune di Agrigento in ordine alla sussistenza di un suo diritto alla percezione del rimborso spese di viaggio per la partecipazione alle sedute del Consiglio comunale ed alle riunioni della VI Commissione consiliare, in tal modo procurandosi l’ingiusto profitto della corresponsione della complessiva somma di Euro 30.556,05 con corrispondente danno per l’ente pubblico”.

I provvedimenti cautelari attengono, secondo quanto scritto dalla Procura di Agrigento, alle ipotesi di reato di truffa e nel mirino dei magistrati ci sarebbero anche presunte assunzioni e richieste di rimborso.

Gabriele Paratore



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