Indagini

Agrigento, c’è un nuovo collaboratore di giustizia: Vito Bucceri

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7 nov 2016 - 09:06

AGRIGENTO – Nuove confessioni o informazioni arrivano da un collaboratore di giustizia nella mafia agrigentina.

Si tratta di Vito Bucceri, 44 anni, boss di Menfi, che pare stia raccontando molte delle informazioni ai magistrati.

Come dichiara il Giornale di Sicilia, recentemente Bucceri era stato coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Opuntia”.

Le indagini dell’inchiesta, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Maurizio Scalia e dai sostituto Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, avviate nel maggio del 2014 avevano portato all’emissione del provvedimento nei confronti dunque del 44enne boss di Menfi Bucceri, detto “Buccittuni”, del medico di base Scirica, Tommaso Gulotta, 51 anni, ed ancora di Matteo Mistretta, 30 anni, Vito Riggio, 47 anni, Giuseppe Alesi, 46 anni, Cosimo Alesi, 51 anni, tutti di Menfi, e Domenico Friscia, 53 anni, di Sciacca.

L’operazione ha fatto luce sugli affari del mandamento del Belice ed, in particolare, della cosca di Menfi, e sui contatti intrattenuti dai suoi principali esponenti con Leo Sutera ritenuto nel periodo 2010-2012 il capo della provincia di Agrigento, e con Pietro Campo, esponente di vertice di Santa Margherita Belice.

Secondo le risultanze dell’accusa che portò agli arresti, le riunioni e gli incontri avevano luogo all’interno di auto, appartamenti di proprietà degli affiliati e in casolari di campagna; erano caratterizzati da rigidi protocolli di sicurezza tesi ad eludere eventuali attività di controllo investigativo. In tale ambito, Bucceri, che viene ritenuto dagli inquirenti al vertice della famiglia di Menfi, si avvaleva di un collaudato e fedele numero di collaboratori in grado di costruirgli attorno un circuito relazionale che tentava di blindarlo.

Redazione NewSicilia



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