Indagini

Agguato al Castello Ursino: gli “episodi” che hanno incastrato il sedicenne

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24 set 2016 - 13:10

CATANIA - Sono bastati pochi minuti ai militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri Piazza Dante per rintracciare l’autore dell’agguato di ieri sera al Castello Ursino nel quale è rimasto ferito il pregiudicato Angelo Sciolino, 29 anni. Ad esplodere i colpi un 16enne fermato tempestivamente dai carabinieri. Ecco le modalità con cui il giovane è stato rintracciato e assicurato alla Giustizia. 

Alle ore 18,20 di ieri una pattuglia dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, transitando in via Plebiscito in direzione Piazza Federico II di Svevia ha notato un giovane che a passo sostenuto, quasi di corsa, mal celava un atteggiamento sospetto, il passo gravato da un peso sul fianco, che proteggeva con le mani.

I militari hanno deciso di fermare il giovane che, una volta avvicinato, è apparso nervoso al punto da tremare: ad un primo controllo sulla sua persona, il fermato presentava, appesa alla cinta dei pantaloni, una pistola Beretta cal. 9×21, con la canna ancora calda, odorante di polvere da sparo combusta, ed il colpo in canna.

Il giovane è stato condotto in caserma in Piazza Dante per le verifiche del caso. Nel corso dei primissimi accertamenti, condotti con il supporto investigativo, tecnico e specializzato del personale del Nucleo Investigativo di Catania, è stato appurato che pochi minuti prima il minore aveva esploso cinque colpi di pistola, da distanza ravvicinata, contro un 29enne, catanese, per poi cercare di rintanarsi in casa, distante poche centinaia di metri.

La fuga verso la sua “area protetta” è stata però interrotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Piazza Dante. Il 16enne, calate un po’ la tensione e l’adrenalina, si è aperto con gli inquirenti, confessando il gesto da lui motivato in prima battuta come frutto di dissidi tra i nuclei familiari di appartenenza suo e della vittima, pressoché vicini di casa (pochi numeri civici, infatti, separano le residenze delle due famiglie, nel cuore del quartiere di San Cristoforo).

Gli investigatori della Polizia di Stato, intervenuti sulla scena del crimine in Piazza Federico II di Svevia hanno rinvenuto e sequestrato 5 bossoli del tutto compatibili con l‘arma trovata addosso al minorenne, il cui furto è stato denunciato nel 2014 da un vigile urbano della provincia di Messina.

Per il minore è scattato l’arresto per tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco e si trova adesso nel centro di Prima Accoglienza del Tribunale per i minorenni di via Franchetti. La vittima, nonostante sia stata raggiunta da numerosi colpi, uno dei quali addirittura in viso (trapassandogli le guance), non è in pericolo di vita, ed è ricoverata nell’Ospedale Vittorio Emanuele.

Redazione NewSicilia



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