Incontro

Aggressioni negli ospedali, Fsi-Usae: “Il pronto soccorso non è un campo da guerra”

calogero-coniglio
10 mar 2017 - 16:28

CATANIA - Dopo la richiesta avanzata dal sindacato Fsi-Usae, Federazione Sindacati Indipendenti aderente alla confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei, si è tenuto oggi l’incontro con il nuovo questore di Catania, Giuseppe Gualtieri, per fare il punto sulla questione sicurezza negli ospedali della provincia etnea e individuare le misure idonee ad arginare i numerosi casi di aggressioni al personale sanitario.

Precedentemente la Fsi-Usae aveva avuto due incontri con il dott. Marcello Cardona nel 2016. Oggi si è reso necessario un altro appuntamento alla luce delle ultime due gravi aggressioni avvenute al Cannizzaro e al Vittorio Emanuele.

Già la settimana scorsa il prefetto di Catania, la dott.ssa Grillo, con una nota aveva risposto alle richieste della Fsi-Usae rassicurando l’operatività per quanto riguarda le  misure preventive e di controllo del territorio. Nell’incontro di oggi, la Fsi-Usae ha fatto emergere il pesante stato di disagio e di pericolo in cui sono costretti ancora ad operare i medici e il personale infermieristico a Catania e provincia.

Pronte le risposte del questore che ha confermato massima attenzione negli ospedali catanesi e della provincia ed in particolare per i pronto soccorso garantendo la vicinanza delle forze di polizia”. Il questore ha inoltre ribadito che i posti di polizia negli ospedali in Italia hanno per legge solo funzioni amministrative, non sono dei commissariati all’interno degli ospedali. Problematica che la Fsi-Usae porterà in Parlamento per cercare di far cambiare la normativa.

“La nostra denuncia – afferma il segretario territoriale Fsi-Usae, Calogero Coniglioe l’incontro con il questore di Catania nel 2015, portarono ad un risultato: riuscimmo a far raddoppiare la sorveglianza nel pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania dove divennero operativi due vigilantes in più e grazie a quell’incontro l’Asp, il Policlinico-Vittorio Emanuele, il Garibaldi e il Cannizzaro di Catania siglarono una convenzione con la Questura di Catania che permise di agire in maniera più efficace nel caso di reati o aggressioni. Un collegamento telefonico diretto ed esclusivo tra la Polizia e i pronto soccorso della provincia di Catania, chiamato ‘Punto a Punto’ installato grazie alle nostre denunce che decorrono dal 2011″.

La Fsi-Usae – sottolinea Coniglio - continuerà ad esaminare, vigilare e denunciare, affinchè negli ospedali vengano prese le misure di prevenzione necessarie nelle varie strutture e venga aumentato il contributo delle guardie giurate degli istituti di vigilanza. I direttori generali sono i primi responsabili della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro dei dipendenti. A loro continueremo a chiedere di garantire maggiore sicurezza sia rafforzando il personale di vigilanza privata sia impiegando ulteriori strumenti tecnici ed organizzativi in grado di concorrere ad abbassare il livello di vulnerabilità dei pronto soccorso”.

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“Non bastano solo le forze dell’ordine, l’ospedale non deve essere un campo da guerra, altri fattori che si aggiungono ad alimentare le aggressioni, già denunciati a tutti i prefetti e alle Procure della Sicilia, sono le gravi conseguenze che stanno provocando i blocchi delle assunzioni e la crescente precarizzazione nel sistema sanitario siciliano con l’aumento dei tempi di attesa nei pronto soccorso: da una parte impossibilità per infermieri, medici e personale sanitario di lavorare con serenità, dall’altra esasperazione dei cittadini. Conseguenze che generano – ha concluso Calogero Coniglio – sia rischi di commettere errori sia aggressioni commesse da pazienti o loro parenti”.

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Redazione NewSicilia



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