Denuncia

Aggressioni in ospedale: Codacons e Mirenda invitano a prendere decisioni drastiche

vittorio emanuele Catania ospedale
7 giu 2017 - 18:10

CATANIA - La notizia dell’ennesima aggressione all’interno dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania ha scatenato le riflessioni degli enti e di uomini della politica.

Il Codacons chiede al ministro della Sanità Beatrice Lorenzin la chiusura immediata dei pronto soccorso in tutta la Sicilia per l’assenza dei requisiti minimi di sicurezza del personale e dei pazienti: “Ecco, ci risiamo con l’ennesima aggressione nei pronto soccorso ai danni del personale medico e non. Ancora una volta, nel mirino degli aggressori c’è il Vittorio Emanuele di Catania dove un uomo, per la pretesa di un farmaco, ha puntato un taglierino a medico ed infermiere, colpendo un vigilantes intervenuto per disarmarlo”.

Il consigliere comunale Maurizio Mirenda puntualizza come l’autore dell’aggressione, un algerino scarcerato pochi mesi fa dopo essere stato arrestato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, fosse a piede libero, cosa che lo ha portato a entrare liberamente in ospedale a minacciare con un taglierino il medico che doveva dargli il farmaco: “Se non ci sono state, in questo caso, conseguenze gravi il merito è solo del pronto intervento di un vigilantes che ha bloccato e disarmato l’algerino ma che, per questo, si è beccato un colpo al torace con conseguente lesione guaribile in 21 giorni - commenta -. Fino a quando bisognerà sopportare tutto questo? Fino a quando medici ed infermieri dovranno sopportare la maleducazione, la prevaricazione, le violenze e gli insulti del maleducato o del delinquente di turno? Cosa si aspetta a potenziare i pronto soccorsi di Catania ricorrendo magari all’impiego dell’esercito? Domande a cui l’amministrazione comunale e gli altri soggetti preposti alla pubblica sicurezza devono dare immediate risposte. Questo genere di gesti criminali si verificano con una costanza drammatica e non si può restare con le mani in mano fino a quando non ci scapperà la tragedia. Solo allora, forse, avremo presidi ospedalieri assolutamente sicuri per tutti?”

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Redazione NewSicilia



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